Improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse e spese compensate (TAR Campania n. 1858 del 13.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il ricorso amministrativo è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando una situazione di fatto o di diritto nuova rende certa e definitiva l’inutilità della sentenza. L’interesse a ricorrere, quale species dell’interesse ad agire, deve presentare i caratteri della concretezza e dell’attualità e consistere in un’utilità pratica, diretta e immediata ottenibile con il provvedimento richiesto. La dichiarazione di improcedibilità consegue pertanto alla sopravvenuta mancanza dell’interesse, anche quando la parte la riconosca in udienza. La natura processuale della decisione giustifica la compensazione delle spese di giudizio.
Il Fatto
Il Comune ricorrente ha impugnato l’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione ZES in favore di una società, avente ad oggetto la realizzazione di un insediamento produttivo costituito da un impianto di betonaggio in località Padula. Il ricorso investiva altresì il verbale della Conferenza di Servizi e il provvedimento di positiva conclusione della stessa, oltre agli atti presupposti e istruttori.
Dopo la reiezione della domanda cautelare e il deposito di nuova documentazione da parte della Provincia e della società controinteressata, all’udienza pubblica il Comune ha dichiarato che il ricorso era divenuto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha rilevato che il ricorso è divenuto improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse, in considerazione di quanto dichiarato dal Comune ricorrente in udienza. La decisione muove dalla giurisprudenza amministrativa secondo cui la dichiarazione di improcedibilità implica una situazione di fatto o di diritto nuova, tale da rendere certa e definitiva l’inutilità della sentenza, per aver fatto venir meno l’utilità della pronuncia del giudice.
Il Tribunale ha richiamato il principio per cui l’interesse a ricorrere, quale species dell’interesse ad agire, deve avere i caratteri della concretezza e dell’attualità e consistere in un’utilità pratica, diretta e immediata. La statuizione giudiziale deve essere idonea ad assicurare direttamente ed immediatamente l’utilità che la parte assume esserle sottratta, negata o disconosciuta.
Applicando tali coordinate al caso concreto, il Collegio ha ritenuto evidente che fosse venuto meno qualsiasi interesse alla decisione della causa. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Infine, la natura processuale della decisione ha consentito di compensare le spese di giudizio tra le parti.
Nota della Redazione
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