Ritardi e disallineamenti nel monitoraggio Pnrr di ponti e viadotti (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 49 del 17.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Nel caso di interventi finanziati con le risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, la Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, svolgendo in particolare valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse stesse. Il mancato rispetto del cronoprogramma procedurale, che a sua volta riflette un avanzamento finanziario contenuto, integra una fattispecie di gestione non conforme ai canoni di buon andamento e impone l’adozione di misure di riprogrammazione. L’organo di controllo raccomanda l’individuazione delle soluzioni tecniche e amministrative idonee a superare i fattori di criticità, anche di natura esogena, che hanno pregiudicato il conseguimento degli obiettivi.
Il Fatto
La Sezione ha esaminato l’intervento “Strade sicure – implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel (A24-A25)”, finanziato con risorse del Pnc di cui al d.l. 6 maggio 2021, n. 59 e originariamente stanziato per un miliardo di euro, poi ridotto di 117 milioni in attuazione dell’art. 8 del d.l. n. 113/2024.
Soggetto attuatore è il Commissario straordinario istituito dall’art. 206 del d.l. n. 34/2020, che si avvale di Italferr s.p.a. e di Areacomm per le attività di supporto. L’indagine ha verificato lo stato di avanzamento fisico e finanziario del programma alla data del 30 giugno 2025, confrontando il cronoprogramma con i report della Ragioneria generale dello Stato e con la documentazione del Commissario.
La Motivazione della Corte
L’investimento si articola in tre linee di azione: il monitoraggio dinamico di 170 opere d’arte e la smart road; il piano straordinario di messa in sicurezza; l’adeguamento e l’efficientamento energetico del traforo del Gran Sasso. Per ciascuna linea il cronoprogramma approvato dal Commissario con propria ordinanza non risulta rispettato, con ritardi mediamente superiori ai dodici mesi.
Quanto al monitoraggio, risulta conclusa la fase progettuale della sola parte del monitoraggio dinamico, per la quale è avvenuta in via d’urgenza la consegna dei lavori, parzialmente avviati. Il completamento dell’installazione avrebbe dovuto costituire il target del quarto trimestre 2024; la messa in funzione dei primi dispositivi smart road è stata posticipata.
Gli interventi sul Gran Sasso hanno subito uno slittamento dell’avvio al secondo semestre 2026 e della conclusione al 2029, per la necessità di coordinamento con i lavori di competenza di altra struttura commissariale. Nonostante il ricorso alle facoltà di deroga, la Conferenza di servizi si è conclusa solo nel giugno 2025.
Sul piano finanziario, i titoli emessi dal Commissario ammontano a poco più di 34,6 milioni di euro, con un indice di spesa assai ridotto e una prevalenza di pagamenti per servizi di supporto e acconti di progettazione. Il ridotto andamento riflette il rallentato avanzamento procedurale.
Ne emerge un sostanziale disallineamento tra i dati di monitoraggio, in parte connesso alla struttura del sistema basato sui pagamenti. La Sezione raccomanda misure organizzative per un monitoraggio anche fisico degli avanzamenti e una riprogrammazione degli interventi per un uso razionale delle risorse.
Nota della Redazione
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