Muro abbassato e veduta diretta illegittima: va ripristinato lo stato precedente (Trib. Salerno 2347/2026)
Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, sentenza n. 2347 del 15 aprile 2026 (R.G. 8118/2022) — Giudice dott. Gustavo Danise
Il principio
L’abbattimento parziale di un muro che crea una veduta diretta sul fondo vicino in violazione dell’art. 905 c.c. legittima l’azione negatoria e la condanna al ripristino dello stato precedente nella misura necessaria a eliminare la veduta.
Il fatto
Gli eredi del proprietario di un terreno chiedevano il ripristino di un muro parzialmente abbattuto dai confinanti. La demolizione della sommità aveva consentito una veduta prima preclusa dal ballatoio d’ingresso dell’immobile vicino.
La motivazione
La CTU ha accertato che il manufatto era un muro di confine appartenente ai convenuti e che il suo abbassamento, variabile tra circa 50 e 80-90 centimetri, aveva creato una veduta diretta senza rispettare la distanza prevista dall’art. 905 c.c. Il Tribunale ha qualificato la richiesta di ripristino come actio negatoria servitutis. Ha inoltre ritenuto ammissibile la precisazione della domanda nella prima memoria istruttoria, richiamando Cass., Sezioni Unite, n. 11455/2025. La condotta, iniziata nel 2013, è stata considerata un illecito permanente e non era maturata l’usucapione della servitù di veduta.
Implicazioni pratiche
Anche il proprietario esclusivo del muro deve rispettare le distanze legali: la modifica materiale non può trasformarsi in una veduta diretta sul fondo confinante. Il ripristino deve essere calibrato sulla parte necessaria a eliminare l’inspectio illegittima.
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