Opposizione a decreto ingiuntivo locatizio: la sanatoria del rito non opera (Cass. civ. Sez. III n. 5541 del 01.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nell’ipotesi di opposizione a decreto ingiuntivo concesso in materia di locazione di immobili urbani, soggetta al rito speciale di cui all’art. 447-bis cod. proc. civ., erroneamente proposta con citazione anziché con ricorso, non opera la disciplina di mutamento del rito di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 150 del 2011, applicabile quando una controversia è promossa in forme diverse da quelle previste dai modelli regolati dal medesimo decreto. L’atto produce gli effetti del ricorso, in virtù del principio di conversione, solo se depositato in cancelleria entro il termine di cui all’art. 641 cod. proc. civ. Il dubbio di legittimità costituzionale sulla sanatoria dimidiata è già stato fugato dalla Corte costituzionale.

Il Fatto

Tre ricorrenti ricorrono per la cassazione della sentenza con cui la Corte d’appello di Roma, in accoglimento del gravame proposto dall’opposto, ha dichiarato inammissibile l’opposizione avverso il decreto ingiuntivo che ingiungeva loro il pagamento di una somma della quale si erano riconosciuti debitori.

Il rapporto tra le parti traeva origine da una locazione di un immobile ad uso ristorante, poi sostituita da un contratto di comodato nel quale i ricorrenti si riconoscevano debitori della somma indicata, da restituire in alternativa alla stipula di un nuovo contratto. Depositato il ricorso per ingiunzione ed emesso il decreto, l’opposizione proposta con citazione era accolta in primo grado, che rigettava l’eccezione di tardività. La Corte capitolina, in riforma, accoglieva l’eccezione, ravvisando la tardività dell’opposizione.

La Motivazione della Corte

I due motivi di ricorso sono scrutinati unitariamente per la loro stretta connessione e sono rigettati. I ricorrenti sostenevano che la sanatoria di cui all’art. 4, comma 5, del d.lgs. n. 150 del 2011 dovesse operare per tutti i giudizi soggetti al rito del lavoro, e non per le sole controversie individuali di lavoro, lamentando il contrasto con il dato letterale e con la finalità di semplificazione perseguita dal decreto.

La Corte richiama il principio affermato dalle Sezioni Unite n. 927 del 2022, secondo cui, nell’opposizione a decreto ingiuntivo in materia di locazione soggetta al rito speciale, erroneamente proposta con citazione, non trova applicazione la disciplina di mutamento del rito di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 150 del 2011. Questa opera quando una controversia è promossa in forme diverse da quelle previste dai modelli del decreto, mentre l’atto produce gli effetti del ricorso, per il principio di conversione, solo se depositato in cancelleria entro il termine di cui all’art. 641 cod. proc. civ.

Nel caso di specie tale evenienza non si è verificata: la citazione è stata depositata e il giudizio iscritto a ruolo oltre il termine di quaranta giorni dalla notificazione del provvedimento monitorio. Corretta è dunque la decisione d’appello che ha affermato l’inammissibilità per tardività dell’opposizione.

Quanto alla richiesta di sollevare incidente di costituzionalità, la Corte osserva che il dubbio è già stato fugato dal giudice delle leggi. La Corte cost. n. 45 del 2018, investita dell’art. 426 cod. proc. civ., ha dichiarato inammissibile la questione, precisando che la richiesta di una sanatoria piena dell’atto irrituale riflette una valutazione di opportunità e non risponde a un’esigenza di reductio ad legitimitatem, non raggiungendo la disciplina vigente quella soglia di manifesta irragionevolezza che consente il sindacato di legittimità costituzionale sulle norme processuali.

Le spese del giudizio di legittimità sono integralmente compensate per la sopravvenienza, rispetto alla proposizione del ricorso, della pronuncia delle Sezioni Unite, qualificata come grave ed eccezionale ragione. La Corte dà infine atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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