Improcedibile l’annullamento di ordinanza sindacale a effetti esauriti e danno non provato (TAR Lombardia n. 2501 del 01.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
La domanda di annullamento di un’ordinanza sindacale adottata ai sensi dell’art. 50, comma 7, d.lgs. n. 267/2000, i cui effetti si siano integralmente esauriti per decorso del termine, è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, né residua un interesse all’esame delle censure ai fini risarcitori, restando autonoma la relativa domanda. Il Ministero dell’Interno è privo di legittimazione passiva quando il sindaco abbia agito quale rappresentante della comunità locale e non quale ufficiale di governo. Il danno patrimoniale e quello non patrimoniale non sono risarcibili in re ipsa: il ricorrente deve offrire prova rigorosa dell’an e del quantum, non essendo la valutazione equitativa ex art. 1226 cod. civ. ammessa in mancanza di impossibilità o estrema difficoltà della prova; il danno non patrimoniale richiede inoltre la serietà del pregiudizio e la gravità dell’offesa.
Il Fatto
Il Sindaco di un Comune ha adottato, ai sensi dell’art. 50, comma 7, d.lgs. n. 267/2000, un’ordinanza con cui ha disposto la riduzione degli orari di apertura di un pubblico esercizio, prevedendone la chiusura entro le ore 21.00 per 60 giorni a partire dal 25 settembre 2024. La titolare dell’esercizio ha impugnato l’atto davanti al TAR Lombardia, deducendo mancanza dei presupposti di necessità e urgenza, difetto di motivazione, difetto di istruttoria e violazione del principio di proporzionalità sotto il profilo della disparità di trattamento. La ricorrente ha chiesto anche la condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno patrimoniale e all’immagine.
Si sono costituiti il Comune, chiedendo il rigetto nel merito, e il Ministero dell’Interno, eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva. All’udienza del 4 giugno 2025 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
La Motivazione della Corte
In via preliminare il Collegio ha accolto l’eccezione del Ministero dell’Interno. L’ordinanza gravata è stata adottata dal sindaco ai sensi dell’art. 50 del TUEL, norma che gli attribuisce la veste di rappresentante della comunità locale e non di ufficiale di governo nell’esercizio di funzioni statali: da qui l’estromissione dal giudizio.
Il Tribunale ha poi rilevato che i documenti e le note di udienza della ricorrente erano stati depositati il 30 maggio 2025, oltre i termini di quaranta e trenta giorni liberi prima dell’udienza previsti dall’art. 73, comma 1, cod. proc. amm. Tali termini hanno carattere perentorio, a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del giudice; la loro violazione comporta l’inutilizzabilità processuale degli atti, da considerare tamquam non essent, non ricorrendo i presupposti dell’art. 54, comma 1, cod. proc. amm. Di essi non si è dunque tenuto conto.
Nel merito, la domanda di annullamento è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse: l’ordinanza aveva previsto la chiusura anticipata per 60 giorni dal 25 settembre 2024 ed aveva esaurito i propri effetti il 23 novembre 2024, ultimo giorno di applicazione. Il venir meno dell’interesse ha assorbito l’esame delle censure, non residuando neppure un interesse strumentale ai fini risarcitori.
La domanda risarcitoria è stata respinta. Il Collegio ha ricordato che chi si assume danneggiato deve fornire prova rigorosa dell’an e del quantum, poiché nell’azione di responsabilità opera pienamente il principio dispositivo, non temperato dal metodo acquisitivo proprio dell’azione di annullamento ex art. 64 cod. proc. amm., e che la valutazione equitativa è ammessa solo in caso di impossibilità o estrema difficoltà della prova. Anche il danno non patrimoniale non è risarcibile in re ipsa: occorre allegare e provare le conseguenze della lesione, oltre alla serietà del pregiudizio e alla gravità dell’offesa, superando una soglia minima di tollerabilità. La ricorrente si è limitata a deduzioni generiche, prive di riscontro probatorio. Le spese sono state integralmente compensate.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.