Passività pregresse e debiti fuori bilancio: distinzione e disciplina contabile (Corte dei Conti Sez. contr. Molise n. 153 del 07.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Le passività pregresse, riconducibili all’art. 191 TUEL, derivano da impegni contabili assunti regolarmente, ma divenuti insufficienti a fronteggiare integralmente la spesa per fatti sopravvenuti non prevedibili, di norma collegati alla natura della prestazione, i quali incidono sulla misura del costo. La copertura di tali passività avviene mediante l’ordinaria procedura di spesa, con integrazione dell’impegno sino alla concorrenza del dovuto, senza necessità di ratifica consiliare; solo in caso di incapienza dei capitoli occorrono le necessarie variazioni di bilancio, sotto il controllo del Consiglio comunale. I debiti fuori bilancio, disciplinati dall’art. 194 TUEL, nascono invece da obbligazioni assunte in assenza di un regolare impegno di spesa e richiedono il riconoscimento dell’organo consiliare. La distinzione tra i due istituti presuppone trattamenti amministrativo-contabili differenziati.

Il Fatto

Il Sindaco di un Comune ha formulato alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti una richiesta di parere, trasmessa direttamente all’Ente e non per il tramite del Consiglio delle Autonomie Locali, non operativo per mancata adozione della normativa di dettaglio.

Il quesito concerneva la corretta interpretazione dell’art. 191 TUEL rispetto all’assunzione di un impegno di spesa per il consumo delle utenze a rete, con particolare riferimento all’energia elettrica necessaria al funzionamento del servizio idrico integrato, risultato insufficiente per fatti non prevedibili e non imputabili all’ente.

La Motivazione della Corte

In via preliminare la Sezione ha verificato l’ammissibilità della richiesta. Sotto il profilo soggettivo, la mancata operatività del CAL non preclude l’attivazione della funzione consultiva, potendo l’istanza essere avanzata dai soli organi rappresentativi dell’ente locale; nella specie il quesito proveniva dal Sindaco, titolare della rappresentanza legale ai sensi dell’art. 50 TUEL.

Sotto il profilo oggettivo, la questione attiene alla materia della contabilità pubblica, implicando l’interpretazione degli artt. 183, 190, 191, 193 e 194 TUEL in materia di impegni, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse. La Corte ha tuttavia precisato che l’esame deve svolgersi su un piano generale e astratto, espungendo i riferimenti al caso concreto per non interferire con l’attività gestionale dell’ente.

Nel merito, la Sezione ha ricostruito la nozione di passività pregresse: si tratta di debiti per i quali ab origine si è proceduto all’impegno contabile, ma che per fatti sopravvenuti non prevedibili hanno dato luogo a un debito non assistito da idonea copertura, determinando l’incapienza dell’impegno rispetto alle spese effettuate. La copertura avviene mediante l’ordinaria procedura di spesa, con integrazione dell’impegno sino alla concorrenza del dovuto e senza necessità di ratifica da parte dell’organo consiliare.

I debiti fuori bilancio hanno invece genesi nell’assunzione di obbligazioni in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa. Essi possono essere riconosciuti e pagati nei limiti dell’art. 194 TUEL; l’esigenza del riconoscimento consiliare discende dal fatto che il Consiglio è dominus del bilancio. A titolo esemplificativo, la Corte ha osservato che un debito per conguagli sul consumo di energia elettrica riferibile a esercizi differenti è imputabile all’anno della liquidazione, con procedura ordinaria o, in caso di incapienza, mediante variazioni di bilancio; solo in mancanza di regolare impegno nello stesso anno esso costituirà debito fuori bilancio.

La richiesta di parere è stata pertanto dichiarata ammissibile sotto entrambi i profili, restando rimessa all’Ente, sulla base degli elementi contabili in suo possesso, l’individuazione della disciplina applicabile al caso concreto.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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