Controllo concomitante: presa d’atto delle misure auto-correttive e riserva di verifica (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 42 del 06.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante, a fronte di una deliberazione che abbia accertato criticità non gravi e formulato raccomandazioni, il Collegio adotta una pronuncia sull’attivazione o mancata attivazione di un percorso auto-correttivo da parte dell’ente destinatario. L’adozione di misure coerenti con le raccomandazioni integra gli estremi per la presa d’atto, anche quando il percorso risulti ancora iniziale e non risolutivo. Resta riservata a successiva istruttoria la verifica dell’effettivo superamento delle criticità e dell’idoneità concreta delle misure. La mancata rimozione delle criticità, o l’adozione di misure macroscopicamente inidonee o volte a un rispetto solo formale, può fondare nel prosieguo gli esiti più radicali del controllo.

Il Fatto

Con deliberazione n. 22/2024/CCC, il Collegio del controllo concomitante ha accertato criticità gestionali non gravi sull’investimento per il collegamento viario e ha impartito raccomandazioni al Commissario straordinario e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Le criticità riguardavano lo stato di attuazione, l’inadeguato esercizio delle funzioni di impulso e vigilanza, il monitoraggio e l’alimentazione non tempestiva dei sistemi di rendicontazione.

Il Collegio ha invitato i destinatari a riferire sulle iniziative intraprese entro il 30 settembre 2024. Con le relazioni trasmesse, il Commissario e il Ministero hanno rappresentato le misure assunte e quelle di prossima adozione. Il magistrato istruttore ha chiesto di deferire al Collegio la presa d’atto delle misure correttive.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla costante affermazione secondo cui il percorso auto-correttivo conseguente a una deliberazione con cui siano state accertate irregolarità o criticità non tali da implicare le conseguenze dell’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020 costituisce frutto di una valutazione discrezionale dell’amministrazione, estesa alla scelta del quomodo. La stessa discrezionalità può esitare nella determinazione di non farvi luogo.

Adottata la deliberazione con raccomandazioni, il Collegio è chiamato a pronunciarsi sull’attivazione o mancata attivazione del percorso auto-correttivo. Il passaggio argomentativo centrale riguarda gli interventi a gestione pluriennale: una criticità verificata come non grave può trasmodare in grave nel corso della gestione, se non tempestivamente corretta o se accompagnata da ulteriori irregolarità o deviazioni, fino a pregiudicare gli obiettivi attesi.

Su questa base, il Collegio rileva che i destinatari hanno comunicato le azioni avviate e quelle da intraprendere. Le misure risultano coerenti con le raccomandazioni impartite, con un rafforzamento delle attività di impulso, vigilanza e monitoraggio e con l’instaurazione di più diretti contatti con le imprese affidatarie.

Il Collegio ritiene pertanto di poter prendere atto che il Commissario straordinario e il Ministero, per quanto di rispettiva competenza, hanno adottato misure correttive coerenti, avviando un percorso auto-correttivo che, pur ancora allo stato iniziale e non risolutivo né ultimato, denota l’avvio di un’azione volta a rimuovere le criticità accertate.

Rimane riservata a successiva istruttoria la verifica dell’effettivo superamento delle criticità e della definitiva implementazione del percorso, al pari della sua concreta idoneità a consentire la corretta e tempestiva ultimazione dei lotti. Il Collegio accerta, ai sensi esposti in motivazione, l’intervenuta adozione di misure auto-correttive nei sensi raccomandati.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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