Programmazione dei controlli della Sezione affari europei per il 2025 (Corte dei Conti Sez. contr. affari europei n. 1 del 09.01.2025)
Principi di diritto (Massima)
La deliberazione di programmazione dei controlli della Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali è atto di pianificazione che non decide nel merito delle singole gestioni, ma individua gli obiettivi e gli strumenti del controllo sulla gestione per l’esercizio successivo, in coerenza con l’art. 3, comma 4, della l. n. 20/1994. Il controllo si svolge secondo il principio di concomitanza con lo svolgimento dell’attività sindacata, per consentire una tempestiva deliberazione su irregolarità gestionali o gravi deviazioni da obiettivi, procedure e tempi di attuazione dei programmi. Le indagini sono assegnate dal presidente della Sezione ai magistrati con successivo decreto; l’eventuale mancata attribuzione per carenza di personale non ne determina la decadenza, essendo prevista la riprogrammazione nell’esercizio successivo. La relazione definitiva dà conto degli esiti del contraddittorio in adunanza e delle misure consequenziali comunicate dalle amministrazioni entro sei mesi dal ricevimento.
Il Fatto
La Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali approva, con deliberazione adottata in camera di consiglio, la programmazione dei controlli per il 2025. L’atto definisce il perimetro dell’attività di controllo sulla gestione dei fondi europei e sulle gestioni di rilevanza europea e internazionale.
La programmazione si inserisce nel quadro tracciato dalla deliberazione delle Sezioni riunite n. 61 del 19 dicembre 2024 e richiama le Linee guida per l’esercizio del controllo sulla gestione approvate dalla Sezione con la deliberazione n. 15/2023. La deliberazione ordina la trasmissione ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alle Sezioni riunite in sede di controllo e al Consiglio di presidenza.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto la cornice funzionale del proprio controllo, richiamando l’art. 100, comma 2, della Costituzione e l’art. 3, comma 4, della l. n. 20/1994. Il controllo mira ad accertare tempestivamente ritardi, inefficienze e anomalie dell’azione amministrativa, per consentire l’adozione di provvedimenti idonei a rimuovere le disfunzioni rilevate.
I criteri di selezione delle indagini sono enunciati in forma esemplificativa: importanza strategica degli obiettivi, entità delle risorse assegnate, complessità delle procedure, presenza di elementi sintomatici di criticità, innovatività dei programmi, capacità di autocorrezione delle amministrazioni e impiego dei trasferimenti in relazione ai risultati raggiunti.
Il programma 2025 si articola su più direttrici. La Sezione riferisce al Parlamento sulla gestione dei fondi europei, sullo stato delle risorse dell’Unione di pertinenza nazionale e su consistenza e cause delle frodi a danno del bilancio europeo. Il monitoraggio sulle irregolarità e sulle frodi prosegue attraverso il coordinamento con la Procura generale, la piattaforma Piaf e il sistema Sidif, che si avvale della banca dati Olaf-Ims.
Le indagini programmate investono il programma internazionale di difesa F35, il Fondo asilo, migrazione e integrazione con riguardo all’integrazione lavorativa dei cittadini di Paesi terzi, la transizione ecologica nel settore marittimo con l’estensione del sistema Eu Ets al trasporto marittimo, le funzioni di audit di secondo livello degli organismi pagatori regionali, il programma Interreg V-A Italia-Austria, l’incidenza delle clausole di indicizzazione nell’impiego dei fondi europei e le risorse proprie tradizionali dell’Unione.
Quanto al seguito delle indagini del 2024, i relatori informano la Sezione sulle misure consequenziali adottate dalle amministrazioni, proponendo, se del caso, il deferimento di un’ulteriore relazione di aggiornamento. La Sezione conferma inoltre l’attività di controllore esterno presso organismi internazionali, la collaborazione con le Istituzioni superiori di controllo e l’affiancamento di alcuni audit della Corte dei conti europea svolti in Italia ai sensi dell’art. 287 del Tfue.
Nota della Redazione
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