Rinnovo flotte navi verdi: stralcio degli interventi e riduzione del programma PNC (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 32 del 14.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. La Corte dei conti esercita sul PNRR e sul PNC valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse. Nella specie, la Sezione prende atto della rimodulazione del progetto “Rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi – navi”, sub-investimento II, che riduce il valore da 80 a 11 milioni di euro per effetto dello stralcio dell’acquisto di tre unità veloci e dell’ibridizzazione della nuova nave. La valutazione valorizza l’attività di governance delle amministrazioni, che ha istruito e formalmente motivato le richieste di stralcio, e riconduce la mancata attuazione alle criticità del contesto esterno, tecnologico e regolatorio. Il giudizio complessivo non è di responsabilità, ma di monitoraggio sullo stato di avanzamento e sull’impiego delle risorse stanziate.
Il Fatto
Il rapporto riguarda la misura I.C.2 del Piano nazionale per gli investimenti complementari, complementare alla misura M2C2 del PNRR, affidata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con una dotazione di 800 milioni di euro. Il progetto si articola in tre sub-investimenti: il rinnovo della flotta navale mediterranea (500 milioni), il rinnovo della flotta per l’attraversamento dello Stretto di Messina (80 milioni) e l’aumento della disponibilità di GNL (220 milioni). Per il sub-investimento II il soggetto attuatore è Rete Ferroviaria Italiana.
La questione arriva all’esame della Sezione perché il rapporto aggiorna al secondo semestre 2024 il precedente referto e dà conto di una profonda revisione del programma: l’annullamento del progetto di deposito di gas naturale liquefatto nello Stretto di Messina e l’esito negativo della gara per i mezzi veloci hanno imposto di riconsiderare gli interventi finanziati.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro del sub-investimento I. Su 90 domande pervenute, 88 erano state ammesse a beneficio per circa 163 milioni, a fronte di uno stanziamento di 500 milioni. Solo 38 sono divenute progetti dotati di CUP, per 47 milioni di contributi; sono stati pagati 23 milioni. La Corte riconduce il divario alla complessità del contesto: la tecnologia verde di riconversione della propulsione non è ancora matura, è scarsa e costosa, e il dumping asiatico rende non convenienti gli interventi sul mercato europeo.
Quanto al sub-investimento III, i sei progetti ammessi sono stati finanziati per circa 60 milioni e liquidati per circa 13,6 milioni. Lo sviluppo è stato condizionato dal mutato quadro macroeconomico nazionale e internazionale del GNL.
Il nucleo della decisione riguarda il sub-investimento II. La Corte dà atto che l’annullamento del deposito di GNL, disposto dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, ha inciso su due iniziative. Per il rinnovo della flotta dei mezzi veloci, dopo l’esito negativo della gara a propulsione GNL/elettrica, RFI ha chiesto di modificare la propulsione in diesel/elettrica; non intervenuta la revisione della scheda progetto, ha domandato lo stralcio dell’intervento da 60 milioni. Analoga richiesta ha riguardato l’ibridizzazione della nuova nave, per 9 milioni, mentre per la nave Messina il completamento è stato rimodulato al 30 giugno 2026 e la potenza dell’impianto di ricarica a terra è stata elevata da 350 a 2000 KW.
La Direzione competente ha istruito le richieste e ha formalizzato al Gabinetto del Ministero, il 21 ottobre 2024, una proposta di revisione complessiva che porta il valore del sub-investimento da 80 a 11 milioni. La Sezione valuta positivamente la governance esercitata dalle due Direzioni, che hanno accompagnato le modifiche con analitica motivazione, e riporta i pagamenti disposti, tra cui quello di oltre 6,4 milioni a favore di RFI per lavori effettuati a tutto il 31 ottobre 2024.
Nota della Redazione
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