Ritardi attuativi PNRR e misure autocorrettive della Regione (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 153 del 31.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione dei fondi del PNRR e del PNC, la Sezione regionale valuta l’acquisizione e l’impiego delle risorse secondo i parametri di economicità, efficienza ed efficacia, ai sensi dell’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021. Il controllo si svolge in corso d’opera, senza misure coercitive, e mira a individuare criticità anche potenziali e a suggerire tempestive misure correttive, lasciando agli enti la piena responsabilità dell’attuazione. Ove dall’istruttoria emerga che non si registrano progressi significativi rispetto al referto precedente, la Sezione invita l’amministrazione a riferire, entro un termine assegnato, sulle misure autocorrettive adottate. Alla mancata comunicazione nel termine la Sezione attribuisce il significato di omessa adozione di ogni misura.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Puglia ha approvato la relazione sull’attuazione al 30 giugno 2025 dei progetti del PNRR e del PNC riferiti ai comuni di significative dimensioni, ai comuni in piano di riequilibrio finanziario pluriennale e alla Regione Puglia. L’indagine aggiorna il referto relativo al secondo semestre 2024 e si basa sui dati estratti dal sistema informativo ReGiS al 30 giugno 2025, oltre che sulle risposte fornite dagli enti alle richieste istruttorie.
Il perimetro soggettivo comprende gli enti locali con popolazione superiore a 30.000 abitanti, gli enti in riequilibrio finanziario pluriennale, le amministrazioni provinciali, la città metropolitana e la Regione, per i progetti di cui sono soggetti attuatori. La questione sottoposta al giudice contabile è lo stato di attuazione procedurale e finanziario degli interventi e la permanenza delle criticità già segnalate.
La Motivazione della Corte
Sui comuni di significative dimensioni risultano attivi 830 progetti, con risorse pari a € 1.898.235.913,05, in flessione rispetto al dato precedente per effetto di definanziamenti e rimodulazioni. Gli impegni assunti si attestano al 65% del finanziamento totale, in crescita rispetto al 57% del semestre precedente, mentre i pagamenti si fermano al 17,39%, pur in lieve aumento rispetto al 9%. I progetti conclusi sono 108, pari al 13% del totale, con un avanzamento procedurale del 3% nel semestre.
La Sezione rileva un disallineamento tra i dati caricati su ReGiS e la spesa effettivamente sostenuta, nonché tra cronoprogramma procedurale e cronoprogramma finanziario. Il ritardo nel caricamento dei dati e nella validazione della spesa da parte delle amministrazioni titolari incide sulla rappresentazione dell’avanzamento. Un ritardo nella spesa, precisa la Corte, non è sempre sintomatico di ritardo nell’esecuzione dei lavori o delle gare.
Con riguardo ai comuni in riequilibrio finanziario pluriennale, i 173 progetti a valere su PNRR e PNC ammontano a € 56.444.835,15; i pagamenti si attestano al 28,41% e gli impegni al 58,98%. I progetti conclusi sono 59, pari al 34% del totale. Per il comune che non ha effettuato alcun pagamento l’istruttoria ha chiarito che tre progetti sono rendicontati su piattaforma diversa da ReGiS, che per uno è stata comunicata la rinuncia al finanziamento e che per un altro il ritardo non è imputabile all’ente.
Il focus sulla mobilità ferroviaria evidenzia una tensione realizzativa diffusa: la capacità di impegno delle risorse è elevata, ma la spesa non è allineata al compimento degli interventi e alcuni progetti risultano fermi da più semestri. La Corte richiama la deliberazione della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato n. 65/2025/G, che a livello nazionale segnala il ragionevole timore che la continua riprogrammazione degli obiettivi possa pregiudicare il completamento del programma.
Quanto alla governance regionale, la Sezione osserva che le richieste istruttorie sono state accolte mediante mera raccolta dei dati dipartimentali, senza funzioni di coordinamento. La coesistenza di due strutture di raccordo, prive di potere gestionale, impone una chiara definizione dei flussi informativi per evitare duplicazioni e incrementi di costo. Alla luce del quadro complessivo, la Sezione invita la Regione a riferire entro sessanta giorni dalla comunicazione sulle misure autocorrettive adottate, attribuendo alla mancata comunicazione il significato di omessa adozione di ogni misura.
Nota della Redazione
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