Ritardi approvazione bilanci e criticità gestionali nella sanità ligure (Corte dei Conti Sez. contr. Liguria n. 26 del 07.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo di legalità e regolarità finanziaria sugli enti del Servizio sanitario nazionale, accerta le gravi irregolarità contabili e gestionali emergenti dai bilanci e dai questionari degli organi di revisione. Costituisce grave irregolarità la tardiva approvazione del bilancio d’esercizio, che compromette la funzione di rendicontazione e l’attività di programmazione sanitaria. Parimenti rileva la mancata ottimizzazione dei contributi in conto esercizio, la reiterazione delle proroghe contrattuali senza gara, il ricorso elusivo a forme flessibili di lavoro e il superamento dei tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni da privati accreditati. La Sezione adotta una deliberazione di accertamento con la quale invita l’azienda e la Regione ad adottare le misure correttive, ai sensi dell’art. 1, comma 3, d.l. n. 174/2012, convertito dalla legge n. 213/2012.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Liguria ha esaminato la relazione del Collegio sindacale dell’Azienda Ligure Sanitaria sull’esercizio 2022, redatta ai sensi dell’art. 1, comma 3, d.l. n. 174/2012. Dopo una richiesta istruttoria e i chiarimenti forniti dall’azienda, sono residuate potenziali irregolarità amministrativo-contabili, che hanno reso opportuno l’esame collegiale in contraddittorio.
All’adunanza del 19 dicembre 2024 è stata acquisita la documentazione integrativa dell’azienda e della Regione, oltre alle controdeduzioni alle osservazioni del magistrato istruttore. Il procedimento si conclude con una deliberazione di accertamento e con un articolato invito a entrambi gli enti a porre in essere le azioni correttive.
La Motivazione della Corte
Sul primo profilo, la Sezione ribadisce che la tardiva approvazione del bilancio di esercizio da parte delle aziende sanitarie è grave irregolarità e compromette la funzione del bilancio, non solo rispetto agli obblighi di rendicontazione, ma anche quale presupposto della programmazione sanitaria regionale e aziendale. Le giustificazioni addotte non escludono il permanere dell’irregolarità.
In tema di quote inutilizzate di contributi in conto esercizio, l’analisi dei bilanci 2021-2023 evidenzia valori rilevanti di risorse non spese. La Sezione richiama l’azienda a rafforzare la capacità di pianificazione, a collaborare con gli enti competenti per un’erogazione dei fondi distribuita nell’anno e a proseguire il monitoraggio e la rendicontazione.
Sulla gestione del “Buffer” emerge la reiterazione di ben sei proroghe contrattuali fino al 31 dicembre 2022 senza l’indizione di una nuova gara, con costi di affitto e gestione stimati in circa 2,5 milioni di euro tra il 2020 e il 2024. Restano circa 590 bancali di materiale non scaduto da redistribuire, oltre al materiale scaduto da smaltire con costi non ancora definiti. La Sezione richiama l’azienda a verificare la conformità normativa delle stesse proroghe.
Quanto al personale, la Sezione rileva l’incremento del ricorso a forme di lavoro flessibile e ai medici cosiddetti “gettonisti” tramite cooperative. Tale prassi può configurare elusione della normativa sul contenimento della spesa e solleva profili di qualità del servizio, in ragione dell’affidamento a operatori economici privi di coordinamento dei reparti.
Sul piano della mobilità sanitaria, il saldo extraregionale passivo del 2023 è di 69,52 milioni di euro, in peggioramento rispetto all’anno precedente. La Sezione ha inoltre accertato il superamento del tetto di spesa per l’assistenza ospedaliera privata accreditata, con uno sforamento stimato di 13 milioni di euro rispetto al limite, in attuazione del d.l. n. 95/2012.
La Sezione passa infine in rassegna le criticità in tema di tempi di attesa, neuropsichiatria infantile, telemedicina, ricetta dematerializzata, sicurezza degli operatori sanitari e amministrazione trasparente, accertando il peggioramento degli indicatori e invitando l’azienda e la Regione ad interventi strutturali. La deliberazione è trasmessa all’Assessore alla sanità, alla Direzione generale della Regione, al Direttore generale e al Presidente del Collegio sindacale di A.Li.Sa., con pubblicazione ai sensi dell’art. 31 del d.lgs. n. 33/2013.
Nota della Redazione
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