Certificazione positiva con rilievi sul contratto dirigenti (Corte dei Conti Sez. contr. Friuli-Venezia Giulia n. 34 del 10.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La certificazione dei contratti collettivi del Comparto unico da parte della Corte dei conti è positiva a condizione che la spesa per il personale, pur trovando copertura finanziaria, sia economicamente sostenibile. La base retributiva tabellare regionale, se più elevata di quella nazionale, non può giustificare maggiori oneri fondati sulla sola disponibilità di risorse; essa va correlata a un valore aggiunto misurabile della prestazione, sotto il profilo organizzativo e procedurale. La verifica di compatibilità si articola in tre fasi: attendibilità delle quantificazioni, analisi della copertura finanziaria e compatibilità con gli strumenti di programmazione. È necessario valorizzare la retribuzione di risultato, in linea con l’art. 24, commi 1-bis e 1-ter, d.lgs. n. 165/2001, con obiettivi misurabili.
Il Fatto
La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, con delibera n. 1466 del 2025, ha definito le direttive per il rinnovo contrattuale dei dirigenti del Comparto unico. La preintesa, sottoscritta nel marzo 2026, è stata autorizzata con delibera di Giunta n. 871 del 2026. La Sezione di controllo della Corte dei conti è stata chiamata a rendere la certificazione di compatibilità, come previsto dall’art. 36 d.P.R. n. 902/1975 e dall’art. 47 d.lgs. n. 165/2001. Il contratto, relativo al triennio 2019-2021, interviene con particolare ritardo, dopo la sottoscrizione del precedente CCRL 2016-2018, avvenuta solo nel 2024.
La Motivazione della Corte
La Corte ha verificato, in primo luogo, l’attendibilità delle quantificazioni. Gli oneri a regime per il tabellare ammontano a 435.591 euro annui, mentre l’incremento per la retribuzione di risultato è pari all’1% del monte salari 2018, con oneri annuali per l’intero comparto. La quantificazione è stata ritenuta attendibile, sulla base dei dati del conto annuale e della consistenza del personale.
Riguardo alla copertura finanziaria, gli oneri per il personale regionale trovano copertura in un accantonamento del risultato di amministrazione e negli stanziamenti del bilancio pluriennale. Per gli enti locali, i costi – pari a complessivi 1.988.297,75 euro – gravano sui rispettivi bilanci, con attestazioni positive acquisite da un campione rappresentativo. La Corte ha assolto alla verifica di compatibilità economica, registrando un aumento a regime del 3,77% del monte salari 2018.
Il nucleo critico della deliberazione riguarda la base tabellare regionale, che risulta superiore sia al valore del CCNL 2019-2021 (47.017,55 euro) sia a quello del triennio successivo (50.005,77 euro). Con gli aumenti previsti, il tabellare regionale raggiungerà 53.545,00 euro. La Corte segnala il rischio di una “spirale retributiva” incrementale: l’applicazione di percentuali simili su una base maggiore genera aumenti monetari più elevati, disgiunti da una verifica della qualità della prestazione e delle peculiarità del territorio.
La Corte precisa che la sostenibilità finanziaria non è condizione sufficiente: i maggiori esborsi devono correlarsi a una prestazione pubblica misurabile, che renda ai cittadini un valore aggiunto in termini di qualità. Invita, pertanto, a incrementare la componente premiale e a procedere a un’assegnazione tempestiva di obiettivi oggettivamente misurabili. Con queste osservazioni, la certificazione è positiva.
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Nota della Redazione
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