Rivalutazione delle prove e onere probatorio esclusi dal sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. I n. 14271 del 28.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
La valutazione del materiale probatorio costituisce espressione della discrezionalità valutativa del giudice di merito ed è estranea ai compiti istituzionali della Corte di cassazione. La doglianza che il giudice abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune prove piuttosto che ad altre è inammissibile, essendo tale attività consentita dall’art. 116 c.p.c. La violazione dell’art. 115 c.p.c. è deducibile solo ove si denunci che il giudice abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti, disposte d’ufficio fuori dei poteri officiosi. La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile soltanto quando il giudice abbia attribuito l’onere della prova a una parte diversa da quella onerata secondo le regole di scomposizione delle fattispecie. Il cattivo esercizio del prudente apprezzamento delle prove non legali non è inquadrabile nel paradigma dell’art. 360, n. 5, c.p.c.

Il Fatto

La Corte di appello di Milano, con sentenza del 3 marzo 2022, ha accolto parzialmente il gravame proposto da un’azienda sociosanitaria territoriale e, in riforma della sentenza di primo grado, ha condannato l’appellante al pagamento in favore della banca di una somma di denaro, oltre interessi.

Il giudice di appello ha ritenuto liberatorio il pagamento eseguito dall’azienda in favore di un terzo, risultante da una quietanza anteriore alla notificazione della cessione del credito in favore dell’odierna ricorrente. La banca ha proposto ricorso per cassazione con un solo motivo, deducendo la violazione delle regole di prova; l’azienda ha resistito con controricorso.

La Motivazione della Corte

La questione centrale riguarda i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove. Il Consigliere delegato allo spoglio ha formulato proposta di definizione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.; la banca ha chiesto la decisione della causa, ma non ha depositato memoria.

Il Collegio ha ritenuto condivisibili le argomentazioni della proposta. La censura investe il passaggio motivazionale in cui la Corte di appello ha dato conto del pagamento eseguito dall’azienda in favore del terzo, risultante da una quietanza anteriore alla notificazione della cessione del credito. La ricorrente sosteneva che quella deduzione potesse considerarsi fondata solo se supportata dall’esibizione dei mandati di pagamento muniti di quietanza del tesoriere e dei relativi bonifici.

La Corte ha ricordato che la valutazione del materiale probatorio, in quanto destinata a risolversi nella scelta tra i possibili contenuti informativi che il singolo mezzo di prova offre, costituisce espressione della discrezionalità del giudice di merito ed è estranea ai compiti della Suprema Corte, richiamando Cass. n. 37382 del 2012.

Quanto all’art. 115 c.p.c., la Corte ha precisato che la violazione è deducibile solo ove si denunci che il giudice abbia fondato la decisione su prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi; è invece inammissibile la doglianza che egli abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune prove piuttosto che ad altre. Sul punto richiama Cass. Sez. U. n. 20867 del 2020 e Cass. n. 16016 del 2021.

La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile, ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c., solo quando il giudice abbia attribuito l’onere della prova a una parte diversa da quella onerata, non quando oggetto di censura sia la valutazione delle prove svolta dal giudice (Cass. n. 18092 del 2020). Infine, l’art. 360, n. 5, c.p.c. consente di denunciare solo l’omesso esame di un fatto storico decisivo, non il cattivo esercizio del potere di apprezzamento delle prove (Cass. Sez. U. n. 8053 e n. 8054 del 2014). Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e alle ulteriori somme ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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