Valore in dogana: le royalties del marchio vanno incluse se il loro pagamento è “condizione della vendita” (Cass. trib. 18189/2026)

Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, ordinanza n. 18189 del 5 giugno 2026 (R.G.N. 23326/2024) — Presidente Angelina-Maria Perrino, Relatore Luigi D’Alessandro.

Il principio di diritto

In tema di valore in dogana, i corrispettivi e i diritti di licenza (royalties) dovuti dall’importatore in relazione alle merci importate vanno inclusi nel valore doganale quando il loro pagamento costituisce una “condizione della vendita” ai sensi dell’art. 71, par. 1, lett. c), del Codice doganale dell’Unione e dell’art. 136 del Regolamento di esecuzione, non solo quando l’operazione vi è espressamente subordinata, ma anche quando la subordinazione si evince dal complesso delle clausole contrattuali; ove il beneficiario delle royalties sia soggetto diverso dal venditore, rileva la sussistenza di un potere di controllo, anche indiretto, del licenziante sulla produzione — non limitato alla mera qualità del prodotto — idoneo a orientare la scelta dei fornitori e a conformare l’attività produttiva.

Il fatto

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli aveva rettificato il valore doganale di capi di abbigliamento a marchio Levi Strauss importati nel 2022, contestando la mancata inclusione delle royalties dovute alle licenzianti del marchio. La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Como e quella di secondo grado della Lombardia avevano dato ragione alle società importatrici, ritenendo che il pagamento delle royalties non fosse condizione della vendita: l’importatore non era obbligato a rivolgersi a un fornitore legato al licenziante, che non aveva potere di scelta o controllo sul produttore oltre le verifiche di qualità, e la clausola di risoluzione per mancato pagamento non incideva sulle importazioni già avvenute. L’Agenzia ricorreva per cassazione con un motivo.

La motivazione

Alla luce della giurisprudenza unionale (Corte giust. UE, causa C-775/19) e di legittimità, i diritti di licenza rientrano nel valore doganale quando ne costituiscono una “condizione della vendita”, ossia quando il loro assolvimento riveste per il venditore un’importanza tale che, in difetto, non sarebbe disposto a vendere. Quando il beneficiario delle royalties è soggetto diverso dal venditore, occorre verificare se la persona legata al venditore eserciti un controllo, di diritto o di fatto, idoneo a subordinare l’importazione al versamento delle royalties. La nozione di controllo è ampia: non richiede un collegamento societario tra venditore e licenziante, né si limita al controllo di qualità, ma comprende il potere di orientamento sull’attività produttiva — individuazione dei fornitori, conformazione della fabbricazione. Il licenziante che preserva il carattere distintivo e il valore del marchio esercita, di norma, penetranti poteri di controllo sull’intera filiera (Cass. n. 24996/2018; n. 16134/2023). La Corte di secondo grado ha errato ignorando la clausola (art. 4.1 del contratto di sub-licenza) che, canalizzando gli approvvigionamenti, obbligava il licenziatario a rifornirsi tramite soggetti indicati dalla licenziante.

Esito: la Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, che dovrà accertare se il pagamento delle royalties costituisca condizione della vendita e se sussista un potere di controllo, anche indiretto, sull’intera produzione.

Implicazioni pratiche

Per le imprese che importano prodotti a marchio in licenza: le royalties possono entrare nel valore doganale — con maggior dazio e IVA all’importazione — anche in assenza di un legame societario tra venditore e licenziante, quando dal complesso del contratto di licenza emerge un potere del licenziante di orientare la produzione e canalizzare gli approvvigionamenti. La difesa fondata sul “mero controllo di qualità” o sull’assenza di un obbligo formale di rivolgersi a fornitori collegati è insufficiente: rilevano le clausole che, nella sostanza, subordinano l’importazione al pagamento delle royalties. Verifica pratica: mappare le clausole di approvvigionamento e di controllo produttivo (indicatori TAXUD/800/2002) per stimare il rischio di ripresa a tassazione.

Provvedimento integrale: scarica il PDF

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