Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria di Inarcassa per il 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 155 del 27.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali di diritto privato di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994, verifica la sostenibilità di medio-lungo periodo e la sana gestione, soffermandosi sull’andamento dell’indice demografico e sul rispetto del requisito patrimoniale minimo di cinque annualità delle pensioni in essere. L’esclusione degli enti previdenziali privatizzati dalle norme di contenimento della spesa pubblica non fa venire meno l’obbligo di monitorare l’equilibrio finanziario e l’adeguatezza delle prestazioni, anche attraverso l’analisi del bilancio tecnico. La relazione al Parlamento, redatta ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, costituisce lo strumento per segnalare le aree di attenzione e formulare raccomandazioni, in particolare in materia di recupero della morosità contributiva e di prudenza nelle politiche di investimento, data la natura del risparmio previdenziale.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa) per l’esercizio 2024. L’ente, vigilato dal Ministero del lavoro e dal Ministero dell’economia, è sottoposto al controllo della Corte in forza del decreto del Presidente della Repubblica 20 giugno 1961 e dell’art. 3, comma 5, del decreto legislativo n. 509 del 1994. Il risultato del controllo è stato riferito alle Presidenze delle Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, tramite una determinazione e una relazione sulla gestione 2024, che analizza l’andamento previdenziale, patrimoniale e contabile dell’ente.

La Motivazione della Corte

La Corte ha esaminato il bilancio d’esercizio 2024, le relazioni degli organi e la documentazione contabile, concentrandosi su più profili gestionali. In primo luogo, ha preso atto di una condizione di solidità finanziaria dell’ente, con un avanzo d’esercizio in aumento del 17,5% e un patrimonio netto pari a oltre quindici miliardi, in crescita. Il rapporto tra patrimonio netto e oneri per pensioni in essere, seppur in lieve diminuzione, risulta ampiamente superiore al limite di cinque annualità richiesto dallo statuto, configurando una garanzia per gli iscritti. Il giudizio positivo sul 2024 si fonda sul saldo positivo della gestione previdenziale, con un indice di copertura tra contributi e prestazioni correnti in aumento, e su una positiva performance della gestione patrimoniale, trainata dall’andamento dei mercati finanziari e dalla crescita dei redditi della categoria.

L’analisi ha però evidenziato delle criticità strutturali. La Corte segnala il progressivo peggioramento dell’indice demografico (iscritti/pensionati), sceso a 3,6 per effetto di una contrazione degli iscritti e di una crescita più marcata del numero dei pensionati. Inoltre, le proiezioni del bilancio tecnico al 31 dicembre 2023, sebbene delineino uno scenario di sostenibilità, prevedono un periodo di squilibrio tra il 2048 e il 2066, durante il quale i rendimenti del patrimonio potrebbero non essere sufficienti a coprire il disavanzo previdenziale. La Corte invita quindi a un monitoraggio costante dei rapporti tra iscritti e pensionati e tra patrimonio e oneri per pensioni, per garantire la stabilità di lungo periodo.

Un ulteriore profilo di attenzione riguarda la morosità contributiva. Il monte crediti lordo e netto è in crescita; la Corte raccomanda di proseguire e intensificare le iniziative per migliorare l’efficienza della riscossione e scongiurare effetti prescrittivi. Sul fronte della gestione patrimoniale, la Corte, pur riconoscendo la solidità della strategia, raccomanda di mantenere un elevato livello di prudenza nelle scelte di investimento, data la peculiare natura del risparmio previdenziale e l’attuale contesto di volatilità. Infine, segnala l’opportunità di contenere la crescita dei costi di gestione, in particolare quelli del personale e quelli legati alle attività di riscossione crediti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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