Certificazione positiva dell’ACN per la medicina generale 2022-2024 (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 18 del 23.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla contrattazione collettiva nazionale del personale sanitario convenzionato, certifica l’attendibilità della quantificazione dei costi e la compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio dell’ipotesi di ACN. Il controllo si estende alla verifica della corretta copertura finanziaria degli oneri, che devono trovare capienza negli accantonamenti annuali disposti dalle Aziende sanitarie ai sensi dell’art. 9, comma 1, del d.l. n. 203/2005. La certificazione positiva è condizionata al rispetto delle raccomandazioni contenute nel rapporto allegato e alla verifica dell’adeguatezza delle risorse stanziate rispetto agli obiettivi di assistenza territoriale.

Il Fatto

L’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale per il triennio 2022-2024 è stata sottoscritta il 5 novembre 2025 e trasmessa alla Corte dei conti per l’esercizio del controllo previsto dall’art. 5, comma 5, dell’Accordo del 5 dicembre 2013. Il procedimento ha visto il rilascio del parere favorevole del Comitato di settore in data 27 novembre 2025 e coinvolge circa 64.300 medici convenzionati, tra cui medici del ruolo unico di assistenza primaria, dei servizi territoriali, di emergenza sanitaria territoriale e per l’assistenza negli istituti penitenziari.

La Motivazione della Corte

La Corte ha verificato che l’ipotesi di accordo eroga gli incrementi contrattuali nella misura del 5,78 per cento a regime, coerentemente con quanto previsto per il restante personale pubblico. L’analisi ha riguardato sia gli aspetti normativi dell’accordo, che apporta modifiche e integrazioni al testo vigente con adeguamenti a disposizioni legislative sopravvenute, sia la compatibilità finanziaria, con risorse complessive pari a 297,42 milioni a regime.

In particolare, la Corte ha esaminato le principali modifiche introdotte dall’accordo, tra cui la precisazione della nozione di incarico provvisorio, la possibilità per i medici in condizioni di allattamento o assistenza a neonati di ottenere un’articolazione dell’attività lavorativa in orario diurno, e il nuovo compito attribuito alle AFT di individuare il medico incaricato di svolgere attività di supporto all’interno della Casa della Comunità. Sul punto, la Corte rileva che la norma non fornisce effettive risposte alla necessità di rendere strutturale la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità, a differenza di quanto richiesto dal Comitato di settore nell’Atto di indirizzo.

Quanto alla verifica degli accantonamenti, la Corte ha accertato la presenza sui conti economici degli enti del SSN di accantonamenti pari a 142 milioni sul 2022, 32 milioni sul 2023 e 763 milioni sul 2024. Il confronto tra risorse e oneri dell’accordo evidenzia un saldo positivo pari a 2,07 milioni, che garantisce la compatibilità finanziaria dell’ACN.

La Corte ha inoltre richiamato le considerazioni già svolte in occasione della certificazione di altre ipotesi di accordo riferite al medesimo triennio contrattuale, ritenendo che la percentuale di aumento del 5,78 per cento determini una dinamica della spesa di personale coerente con l’evoluzione delle principali variabili macroeconomiche indicate nei documenti di programmazione finanziaria.

Alla luce di tali valutazioni, le Sezioni Riunite hanno deliberato di certificare positivamente l’ipotesi di contratto con le raccomandazioni contenute nel rapporto allegato, ordinando la trasmissione della delibera agli organi istituzionali competenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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