Controllo sulla gestione finanziaria della Lilt per il 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 123 del 23.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Lega italiana per la lotta contro i tumori è un ente pubblico non economico su base associativa, sottoposto alla vigilanza del Ministero della salute e al controllo della Corte dei conti. Il controllo sulla gestione finanziaria, riferito al Parlamento, verifica l’equilibrio economico-finanziario dell’ente e il rispetto delle norme di contenimento della spesa, con particolare attenzione alla gestione dei residui, all’attività contrattuale e alla regolarità delle procedure di nomina degli organi direttivi. L’ente, pur evidenziando un avanzo di amministrazione in crescita, deve garantire la copertura dei posti di funzione strategici, come quello di Direttore generale, attraverso procedure selettive pubbliche improntate a trasparenza e imparzialità.
Il Fatto
La Corte dei conti, in adempimento all’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria della Lilt per l’esercizio 2024. La Lilt è un ente pubblico non economico, articolato in una sede centrale a Roma e in 106 associazioni provinciali e metropolitane, che svolge attività di prevenzione oncologica, assistenza e riabilitazione. L’ente è ricompreso nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche e, pertanto, è soggetto alle norme di contenimento della spesa. Il conto consuntivo per l’esercizio 2024, corredato dalla relazione del Presidente e del Collegio dei revisori, è stato trasmesso alla Corte per il controllo previsto dalla legge. La presente relazione è stata discussa e deliberata in camera di consiglio il 18 giugno 2026.
La Motivazione della Corte
La relazione analizza i risultati della gestione finanziaria della sede centrale e dell’aggregato che comprende le associazioni provinciali. Per la sede centrale, l’esercizio 2024 si chiude con un avanzo di competenza di euro 1.010.118, in lieve aumento rispetto ai valori dell’esercizio precedente. Il fondo di cassa al 31 dicembre 2024 è pari a euro 15.576.330 e l’avanzo di amministrazione ammonta a euro 8.711.020, con un incremento del 12,55 per cento. Il risultato economico positivo è pari a euro 1.029.499. Le entrate correnti, pari a complessivi euro 5.990.289, sono assicurate in misura preponderante, per il 96,71 per cento, da trasferimenti pubblici, circostanza che rende l’equilibrio gestionale fortemente dipendente dalla contribuzione statale. La Corte osserva che l’ente dovrebbe attivarsi per incrementare le entrate proprie, al fine di sostenere l’articolata attività istituzionale e prevenire future gestioni in disavanzo.
In relazione alla gestione dei residui, la Corte evidenzia una riduzione dei residui attivi ma una persistente elevata massa di residui passivi, la cui incidenza sugli impegni di competenza raggiunge il 133,67 per cento. Pur registrando un miglioramento dell’indice di velocità dei pagamenti, l’ente presenta difficoltà nello smaltimento dei residui passivi pregressi. Nel bilancio aggregato, la gestione dei residui continua a evidenziare un saldo negativo, in parte riconducibile a progetti di ricerca pluriennali ancora in corso. La Corte raccomanda un monitoraggio incisivo per procedere allo smaltimento dei residui ove sussistano i presupposti.
Un profilo di particolare criticità riguarda la nomina del Direttore generale. La Corte segnala che, dopo una serie di avvisi pubblici mai conclusisi con la nomina, l’incarico risulta ancora ricoperto con funzioni temporanee da un dipendente di categoria C. La procedura selettiva, dopo le osservazioni del Ministero vigilante, risulta in itinere. La Corte sottolinea l’importanza di completare tempestivamente la procedura concorsuale comparativa, in ossequio ai principi di trasparenza, imparzialità e buona amministrazione, evidenziando che il protrarsi di soluzioni temporanee può compromettere il corretto andamento dell’azione amministrativa e la piena legittimità dell’assetto organizzativo dell’ente.
Nell’ambito dell’esame dell’attività contrattuale, la Corte rileva che l’ente ha aggiornato il proprio regolamento al d.lgs. n. 36/2023 e al successivo correttivo d.lgs. n. 209/2024 e che la spesa complessiva per contratti è stata pari a euro 1.092.213,68. Inoltre, per il progetto PNRR relativo alla migrazione al Polo Strategico Nazionale, l’importo complessivo è pari a euro 542.203. La Corte, nel complesso, pur riscontrando una situazione di equilibrio e solidità patrimoniale, formula raccomandazioni sull’incremento delle entrate proprie e sul monitoraggio dei residui passivi, nonché sull’esigenza di definire la governance dell’ente.
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Nota della Redazione
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