Reiterate perdite di esercizio e criticità strutturali nella gestione dell’AOU Senese: l’accertamento della Corte dei conti (Corte dei Conti Sez. contr. Toscana n. 97 del 13.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione degli enti del Servizio sanitario nazionale, accerta la presenza di profili di criticità finanziaria che coinvolgono l’azienda sanitaria e la Regione per le funzioni istituzionali ad essa spettanti. La perdita di esercizio reiterata denota una situazione di squilibrio economico che impone l’adozione di provvedimenti correttivi. L’onere per il servizio del debito, superiore al limite del 15 per cento delle entrate proprie previsto dall’art. 2, comma 2-sexies, d.lgs. n. 502/1992, è elemento di criticità. Il piano degli investimenti deve indicare integralmente le fonti di copertura, secondo quanto previsto dall’art. 25, comma 4, d.lgs. n. 118/2011, essendo strumento di programmazione indispensabile per la sostenibilità degli investimenti.
Il Fatto
All’esito dell’esame della relazione-questionario sul bilancio di esercizio 2024, trasmessa dal Collegio sindacale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese ai sensi dell’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005, la Sezione regionale di controllo per la Toscana ha avviato un’istruttoria sulla gestione economico-finanziaria dell’ente. L’attività istruttoria ha fatto emergere criticità relative all’equilibrio di bilancio e al conseguimento degli obiettivi di riduzione della spesa pubblica, coinvolgendo anche la Regione per le funzioni di competenza sul Servizio sanitario regionale. La situazione è stata sottoposta alla valutazione collegiale della Sezione, che ha ascoltato in adunanza pubblica i rappresentanti dell’Azienda e della Regione.
La Motivazione della Corte
La Corte ha accertato una perdita di esercizio di 18.249.836 euro, superiore a quella del 2022 e che aggrava quella del 2023. Tale perdita denota il consolidarsi di uno squilibrio economico in cui i ricavi non coprono i costi di produzione, in larga parte strutturali. Tra questi, la Sezione evidenzia la crescita costante dei costi per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, che nel 2024 raggiungono rispettivamente 30,96 milioni e 51,79 milioni di euro, e dei costi per il personale, pari a 174,62 milioni di euro. La Corte rileva che, sebbene gli obiettivi di contenimento fissati dalla Regione risultino spesso irrealistici, essi costituiscono uno strumento essenziale per la razionalizzazione della spesa e devono essere determinati con atti formali e accessibili. Quanto all’indebitamento, la Corte accerta che l’incidenza del costo del debito sulle entrate proprie è pari al 15,97 per cento, superando la soglia del 15 per cento prevista dall’art. 2, comma 2-sexies, d.lgs. n. 502/1992, e segnala che l’inclusione nel calcolo di ricavi extraregionali legati a costi corrispondenti produce un effetto distorsivo sull’indicatore.
La Corte ha inoltre riscontrato la mancata indicazione integrale delle fonti di copertura degli investimenti previsti nel piano allegato al bilancio di previsione 2024-2026, con un fabbisogno non coperto che, per gli investimenti già autorizzati, ammonta a 30,7 milioni di euro e, per ulteriori interventi ritenuti indispensabili, a 92,99 milioni di euro. Richiamando l’art. 25, comma 4, d.lgs. n. 118/2011, la Sezione precisa che il piano, pur non avendo funzione autorizzatoria, mantiene una natura programmatoria e deve garantire la coerenza tra investimenti e mezzi di finanziamento. Ha infine accertato la ritardata adozione del bilancio di esercizio 2024, con 62 giorni di ritardo sull’adozione da parte dell’Azienda e 72 giorni sull’approvazione regionale, nonché i ritardi nell’adozione e approvazione del bilancio di previsione.
In merito alla gestione del rischio sanitario, la Corte, pur riconoscendo la corretta contabilizzazione dei costi e dei proventi dei sinistri nella gestione straordinaria, rileva che i fondi accantonati dall’Azienda e dalla Centrale di acquisto regionale risultano ancora incongrui rispetto al rischio di risarcimento stimato in 28,7 milioni di euro. La Sezione prende atto dell’avvio di un sistema di assicurazione misto in esecuzione del D.M. 15 dicembre 2023, n. 232, riservandosi di verificare l’adeguatezza dei futuri accantonamenti. In esito al controllo, la deliberazione accerta le criticità e chiede all’Azienda e alla Regione di adottare i provvedimenti necessari a rimuoverle, comunicandoli alla Sezione che ne valuterà l’idoneità nei successivi controlli.
Nota della Redazione
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