Controllo Corte dei conti su Inaf 2023: avanzo, Pnrr e ritardi contabili (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 43 del 22.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti alla vigilanza della Corte ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, il referto al Parlamento non si esaurisce nella verifica della regolarità del rendiconto, ma investe l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. La Corte valuta la sostenibilità degli equilibri di bilancio, la corretta finalizzazione delle risorse vincolate e l’idoneità degli assetti contabili a rappresentare i fenomeni gestionali. L’accumulo di un avanzo di amministrazione di entità crescente, pur segnalando solidità patrimoniale, costituisce indice di difficoltà nell’impiego delle risorse assegnate. La massa di risorse vincolate al Pnrr e a progetti di ricerca impone una programmazione finanziaria pluriennale e flussi informativi periodici agli organi di vertice. Il ritardo sistematico nell’approvazione del conto consuntivo e la mancata costituzione dei fondi per il trattamento accessorio integrano violazioni di legge rilevanti in sede di controllo.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di astrofisica per l’esercizio 2023, con le modalità previste dall’art. 12 della legge n. 259 del 1958. L’ente è sottoposto al controllo della Corte in forza del d.lgs. n. 138 del 2003, che ha richiamato l’art. 3, comma 7, della legge n. 20 del 1994.

L’indagine prende le mosse dal rendiconto generale 2023, dalle relazioni dell’organo amministrativo e del Collegio dei revisori, e si estende alle vicende più significative intervenute successivamente alla chiusura dell’esercizio. Il conto consuntivo è stato approvato con delibera del Consiglio di amministrazione n. 8 del 1° agosto 2024, in ritardo rispetto al termine del 30 aprile previsto dalla legge.

La Motivazione della Corte

Il quadro normativo di riferimento è dato dal d.lgs. n. 296 del 1999, istitutivo dell’Inaf, e dal d.lgs. n. 213 del 2009. La Corte rileva che il percorso di approvazione del nuovo regolamento di amministrazione, finanza, contabilità e attività contrattuale non ha ancora trovato attuazione, così come la revisione del regolamento del personale. Tali ritardi impediscono l’aggiornamento dei quadri regolamentari in materie centrali per la corretta gestione delle risorse.

Sul fronte del Pnrr, l’Istituto risulta coinvolto in 8 iniziative di investimento per 22 progetti, con una quota di competenza di circa 153 milioni, di cui 152,9 a valere su risorse Pnrr. A fine 2023 gli accertamenti di competenza ammontano a 173,98 milioni e le somme incassate a 19,6 milioni; al netto delle risorse destinate a progetti di altri enti, impegni e pagamenti scendono a 10,1 e 2,7 milioni, con un grado di avanzamento dei pagamenti del 27 per cento. La differenza tra entrate accertate e spese impegnate determina un avanzo finanziario di 166,5 milioni, confluito nella quota vincolata del risultato di amministrazione.

La gestione finanziaria di competenza registra un avanzo di 235.043.425 euro, in forte aumento rispetto al 2022, per effetto della crescita degli accertamenti in entrata (+78,01 per cento) a fronte di impegni di spesa in aumento del 6,05 per cento. Il risultato di amministrazione sale a 467.061.810 euro, di cui 457.920.686 vincolati; la parte libera si attesta a 9.141.124 euro. La Corte riconduce tale consistenza alle difficoltà di finalizzazione della spesa, ai tempi delle procedure di gara per le grandi infrastrutture e ai meccanismi di impiego dei fondi distribuiti a bando.

Sul trattamento economico accessorio, la Corte rileva rilevanti ritardi nella costituzione dei fondi e nella stipula dei contratti integrativi, con conseguente accumulo di risorse nell’avanzo vincolato (3 milioni per il personale dei profili IV-VIII, 0,85 milioni per i profili I-III, 0,63 milioni per la dirigenza di seconda fascia). L’ente ha inoltre omesso, nel 2023, l’analisi dell’assetto complessivo delle società partecipate ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 175 del 2016 e non ha predisposto il piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio previsto dall’art. 19 del d.lgs. n. 91 del 2011.

Infine, la Corte richiama l’attenzione sui rapporti con la Fondazione Galileo Galilei, ente di diritto spagnolo finanziato dall’Istituto con contributo ordinario di 2,9 milioni, esigendo un sistema di controlli periodici sull’utilizzo delle risorse. Sul contenzioso relativo al centro di astrofisica spaziale di Palermo, definito con pronuncia del C.G.A.R.S. n. 841 del 2024, la Corte raccomanda di monitorare l’impatto sul bilancio e di effettuare le denunce alla procura erariale in caso di esborsi da procedure illegittime.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *