Mantenimento dell’opera abusiva acquisita al patrimonio comunale e prevalenti interessi pubblici (TAR Veneto n. 824 del 15.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
In materia di abusi edilizi, il mantenimento dell’opera acquisita al patrimonio comunale ai sensi dell’art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001 costituisce una deroga eccezionale alla regola della demolizione. Essa è subordinata alla positiva declaratoria, con deliberazione consiliare, dell’esistenza di prevalenti interessi pubblici e all’assenza di contrasto dell’opera con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico. Il giudizio sull’abuso presuppone una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate. Il dovere di esame delle memorie procedimentali non impone una confutazione analitica delle allegazioni, essendo sufficiente una motivazione complessivamente e logicamente resa. Sono riservate all’amministrazione le valutazioni tecnico-discrezionali sulle scelte progettuali di primo livello.

Il Fatto

I ricorrenti sono titolari di diritti di proprietà su terreni con fabbricati confinanti con un immobile gravato da vincolo paesaggistico e idrogeologico, appartenente per la quasi totalità al Comune e in precedenza dei controinteressati. La costruzione era stata realizzata tra il 2002 e il 2006 con una serie di abusi edilizi, accertati a seguito di sopralluoghi del 2012 e del 2013: il fabbricato risultava traslato verso l’alto e verso la proprietà dei ricorrenti.

Dopo una lunga vicenda sanzionatoria e contenziosa, il Comune ha disposto l’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio e, con delibera consiliare del 1° febbraio 2024, ne ha deliberato il mantenimento, ravvisando prevalenti interessi pubblici abitativi e l’inesistenza di contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali e idrogeologici. I ricorrenti hanno impugnato tale delibera e, con motivi aggiunti, due successive delibere di giunta relative all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica e a uno schema di convenzione per l’uso gratuito di una porzione dell’immobile.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalle coordinate ermeneutiche della Corte costituzionale n. 140 del 2018: l’opera abusiva acquisita al patrimonio comunale non diventa legittima e deve essere demolita, salvo la deroga eccezionale del quinto comma dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, che attribuisce al consiglio comunale il potere di conservarla in presenza di prevalenti interessi pubblici e in assenza delle situazioni preclusive previste dalla norma.

Nella specie, l’interesse pubblico è esplicitato in modo chiaro attraverso il dato numerico delle domande di alloggio non soddisfatte e il quadro emergenziale abitativo. Quanto alle situazioni preclusive, il contrasto con rilevanti interessi urbanistici non può fondarsi sulla mancanza di autorimesse e sull’esistenza del piano interrato; il contrasto con rilevanti interessi ambientali non può ancorarsi alla mancata acquisizione di un nuovo parere della Soprintendenza, rimessa alla valutazione discrezionale del consiglio; il contrasto con l’assetto idrogeologico non è predicabile, avendo il geologo incaricato escluso che il mantenimento pregiudichi la zona, con contestuale incarico di adeguamento delle reti.

Sul primo motivo, il Collegio richiama l’indirizzo secondo cui il dovere di esaminare le memorie non comporta confutazione analitica, essendo sufficiente la motivazione complessivamente resa. Sul travisamento dei fatti, ribadisce che gli abusi vanno valutati unitariamente nella loro globalità, secondo una visione complessiva e non atomistica. Quanto ai motivi aggiunti, l’illegittimità derivata è esclusa per l’infondatezza dei vizi dell’atto presupposto; la mancata comunicazione di avvio non rileva trattandosi di atti consequenziali su proprietà pubblica; le contestazioni sulle competenze del geometra e sugli errori progettuali attengono a valutazioni tecnico-discrezionali del primo livello di progettazione, insindacabili nel merito.

Il ricorso è respinto, con condanna dei ricorrenti alle spese di lite in favore dell’amministrazione e dei controinteressati.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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