Occupazione abusiva di demanio marittimo: dolo e tenuità del fatto (Cass. pen. Sez. III n. 30397 del 08.09.2025)
Principi di diritto (Massima)
Ai fini dell’integrazione dell’elemento soggettivo della contravvenzione di occupazione abusiva di spazio demaniale, in ragione dell’arbitrarietà che deve connotare la condotta, è richiesta la precisa consapevolezza di agire in violazione degli elementi normativi del reato, desumibile dalla proiezione esterna dei fatti accertati. La reiterazione della condotta, protratta dopo la segnalazione e nonostante l’intimazione impartita, preclude il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, non rilevando che il precedente decreto penale sia stato opposto e non sia divenuto irrevocabile. Non sussiste, infine, alcun rapporto di necessaria interdipendenza tra la determinazione della pena in misura prossima al minimo e il diniego delle circostanze attenuanti generiche.
Il Fatto
Il ricorrente, socio accomandatario di una società titolare di una concessione demaniale marittima, era stato condannato dal Tribunale di Savona alla pena di 500 euro di ammenda per il reato di cui all’art. 1161 cod. nav., per aver occupato, senza titolo, una porzione di arenile — il c.d. “pennello di levante” — confinante con la propria concessione, mediante la posa di ombrelloni e lettini da mare.
Il fatto risultava accertato in due distinte occasioni, nel luglio e nell’agosto 2023, nonostante una precedente intimazione e l’emissione di un decreto penale di condanna. Il provvedimento opposto aveva dato origine al giudizio, poi definito con la sentenza impugnata in Cassazione.
La Motivazione della Corte
Con il primo motivo il ricorrente deduceva la mancanza di motivazione sull’elemento soggettivo del reato, sostenendo la non arbitrarietà della condotta. La Corte reputa il motivo generico e manifestamente infondato, rilevando che il Tribunale non era stato investito della questione relativa alla sussistenza del dolo di occupazione.
Il Collegio richiama il principio per cui, ai fini dell’integrazione soggettiva della contravvenzione, è necessaria la precisa consapevolezza di agire in violazione degli elementi normativi del reato (Sez. 3, n. 5168 del 21/12/2023, dep. 2024, Reale; Sez. 3, n. 37165 del 06/05/2014, Parisi; Sez. 3, n. 29915 del 13/07/2011, Amati; Sez. 3, n. 18822 del 31/03/2011, Bianchi). Nel caso concreto, l’estensione della concessione e l’estraneità del “pennello” alla stessa, non contestate, costituiscono la proiezione esterna della consapevolezza dell’arbitraria occupazione di suolo demaniale estraneo al proprio titolo.
Con il secondo motivo il ricorrente lamentava l’erronea applicazione degli artt. 131-bis e 133 cod. pen., osservando che il decreto penale opposto non poteva valere da precedente. La Corte disattende la censura: la reiterazione della condotta può essere valutata ai fini dell’esclusione della particolare tenuità del fatto, non rilevando che il decreto fosse stato opposto, perché la condotta si è protratta dopo la segnalazione di luglio, nonostante l’intimazione, ed è proseguita anche dopo quella di agosto, rendendo necessario il sequestro dell’area. Il bene protetto ha così subito una compressione duratura tutt’altro che tenue.
Quanto al diniego delle attenuanti generiche, la Corte esclude ogni contraddizione con la pena irrogata in misura prossima al minimo. Il diniego può essere giustificato dall’assenza di elementi positivi, a maggior ragione dopo la modifica dell’art. 62-bis cod. pen. ad opera del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, convertito nella legge 24 luglio 2008, n. 125, per effetto della quale non è più sufficiente lo stato di incensuratezza (Sez. 1, n. 39566 del 16/02/2017, Starace; Sez. 3, n. 44071 del 25/09/2014, Papini; Sez. 1, n. 3529 del 22/09/2013, Stelitano). Non sussiste, infatti, un rapporto di necessaria interdipendenza tra determinazione della pena e attenuanti, fondandosi su presupposti diversi (Sez. 4, n. 36532 del 15/09/2021, M.; Sez. 3, n. 2268 del 15/11/2017, dep. 2018, S.). Il ricorso è pertanto rigettato, con condanna alle spese processuali.
Nota della Redazione
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