Il controllo della Corte sui dati e l’interoperabilità PNRR (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 36 del 12.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, accompagna l’azione amministrativa nel suo farsi, con un monitoraggio “real time” che consente di correggere in itinere l’attuazione degli interventi finanziati dal PNRR. La verifica investe l’acquisizione e l’impiego delle risorse, valutate secondo i canoni di efficacia, efficienza ed economicità. Nell’ambito dell’investimento 1.3 “Dati e interoperabilità”, il conseguimento della Milestone della Piattaforma Digitale Nazionale Dati e l’attuazione del Single Digital Gateway integrano lo scopo-mezzo di una digitalizzazione conforme al principio “once only”. L’interoperabilità pubblica deve però armonizzarsi con la tutela dei dati personali, restando imprescindibile il rispetto del Regolamento (U.E.) 2016/679 e dei principi di privacy by design e by default.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha svolto un’ indagine sull’investimento M1 C1 1.3 “Dati e interoperabilità”, censito in “REGIS” come Piattaforma Digitale Nazionale Dati e gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito del PNRR. L’intervento ha per oggetto l’interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni, per superare l’assetto a “silos verticali” e la frammentazione delle richieste informative.

L’analisi si pone in aggiornamento dei rapporti semestrali di cui alle deliberazioni n. 30/2022/G e n. 16/2023/G, con monitoraggio delle attività espletate nell’anno 2023. Il rapporto ricostruisce l’avanzamento degli steps attuativi delle due articolazioni dell’investimento.

La Motivazione della Corte

La Corte muove dalla constatazione che la dinamicità del progresso tecnologico impone un controllo di integrazione più che di conformazione, capace di modulare l’azione amministrativa nel suo sviluppo. Alla base dell’ intervento vi è la promozione dell’interoperabilità, definita dalla Piattaforma Digitale Nazionale Dati, disciplinata dall’art. 50-ter del C.A.D., che attribuisce alla Presidenza del Consiglio la gestione dell’infrastruttura tecnologica di interconnessione dei sistemi informativi e delle basi di dati.

La Corte esamina la base finanziaria: le risorse dell’investimento ammontano a € 646.000.000,00, di cui 556.000.000,00 al sub-investimento 1.3.1 e 90.000.000,00 al sub-investimento 1.3.2 Single Digital Gateway (Regolamento (U.E.) 2018/1724). Per la gestione della Piattaforma la Presidenza si avvale di PagoPA S.p.A. in forza della Convenzione, con importo massimo di 20.000.000,00 €.

Quanto all’ attuazione, la Milestone europea del 31 dicembre 2022 è stata raggiunta il 17 ottobre 2022, con messa in produzione della Piattaforma; per il Single Digital Gateway è stato certificato il completamento delle componenti infrastrutturali nazionali. Il Tavolo rileva però un punto critico: le API in piattaforma al 31 dicembre 2023 risultano essere 379, a fronte del traguardo di 400, con il target ITA delle 90 API in ritardo e un aggiornamento di “REGIS” non curato.

La Corte sottolinea, infine, che l’architettura dell’interoperabilità non può prescindere dalla tutela dei dati immessi nella Piattaforma, richiamando il GDPR e il principio di minimizzazione dei dati. Sul piano delle risorse umane prende atto del conferimento di incarichi a 256 esperti e del reclutamento di personale comandato, dando corso alle precedenti raccomandazioni.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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