L’ottemperanza non ammette rilievi sulla non indennizzabilità delle aree a verde (Cons. Stato n. 10181 del 22.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di ottemperanza il parametro dell’esecuzione è costituito esclusivamente dal contenuto del giudicato, con la conseguenza che le questioni non dedotte nel giudizio di cognizione e ivi non decise non possono essere riproposte in sede esecutiva. In particolare, la contestazione della non indennizzabilità delle aree destinate a verde pubblico, non sollevata tempestivamente nel giudizio di cognizione, non è rilevabile in ottemperanza, essendo ormai coperta dal giudicato formatosi anche su tale profilo. Il giudice amministrativo, accertato l’inadempimento dell’amministrazione, ordina l’esecuzione del decisum entro un termine perentorio e, in caso di ulteriore inerzia, nomina il commissario ad acta, con oneri a carico dell’amministrazione soccombente. Restano fermi gli obblighi di restituzione e di risarcimento, ovvero, in alternativa, l’adozione del provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001.

Il Fatto

La vicenda riguarda l’occupazione, da parte del Comune, di un’ampia area di proprietà di privati, interessata da un piano particolareggiato e dalla successiva realizzazione di opere di urbanizzazione, senza che fosse stata attivata alcuna procedura espropriativa né stipulato alcun atto di cessione volontaria. I proprietari avevano agito dapprima dinanzi al giudice civile e, dopo la declaratoria di difetto di giurisdizione, avevano riassunto la causa dinanzi al TAR Sardegna, che aveva respinto il ricorso.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2717/2024, aveva invece accertato l’illegittimità dell’occupazione, disponendo la restituzione dell’area previa riduzione in pristino, in alternativa la facoltà di emanare un provvedimento di acquisizione sanante, e la condanna al risarcimento del danno per la perdita del godimento. Demandava al Comune la formulazione di una proposta di liquidazione entro sessanta giorni. La proposta avanzata dall’amministrazione veniva respinta dai proprietari, che ricorrevano per l’ottemperanza.

La Motivazione della Corte

Il Collegio individua il thema decidendum nel rapporto tra contenuto del giudicato e poteri del giudice dell’esecuzione. Il Comune aveva sostenuto che nulla fosse dovuto per le aree destinate a verde pubblico, in quanto non utilizzate né trasformate. La questione, osserva la Sezione, era stata prospettata anche in relazione alla natura del vincolo urbanistico imposto dallo strumento di pianificazione.

La risposta del Consiglio di Stato è netta: ai fini dell’ottemperanza il parametro non può che essere la sentenza ottemperanda, per la quale è intervenuto il passaggio in giudicato, e dunque la superficie da questa individuata. Le doglianze circa la non indennizzabilità delle aree a verde non possono essere rilevate in sede esecutiva.

La ragione è di ordine processuale: se del caso, quelle censure dovevano essere proposte nel corso del giudizio di cognizione. Il giudicato si è formato anche su tali profili, con i conseguenti obblighi di restituzione e risarcimento, ovvero di adozione del provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. Il giudice dell’ottemperanza non può sostituire la propria valutazione a quella già cristallizzata nel decisum.

Accertato l’inadempimento, il Collegio ordina all’amministrazione di dare esecuzione alla sentenza nel termine perentorio di novanta giorni. Per il caso di ulteriore inerzia dispone la nomina del commissario ad acta, individuato nel preposto all’Agenzia delle entrate – Territorio, Direzione Provinciale di Cagliari, Ufficio Territoriale Iglesias, con facoltà di delega a un qualificato dirigente. Il commissario dovrà provvedere entro ulteriori novanta giorni dalla scadenza del primo termine, con oneri a carico dell’amministrazione resistente, liquidati a ultimazione dell’incarico.

Il ricorso per ottemperanza è pertanto accolto. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in complessivi euro 3.000,00, oltre accessori di legge.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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