Improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse dichiarata anche senza opposizione dell’Amministrazione (TAR Puglia n. 400 del 17.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, dichiarata dalla parte ricorrente in corso di giudizio, determina la improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma primo, lett. b), cod. proc. amm. quando l’Amministrazione resistente non manifesti opposizione. La mancata opposizione alla richiesta di declaratoria di improcedibilità costituisce elemento sintomatico dell’assenza di un interesse residuo alla definizione nel merito della controversia, legittimando il giudice amministrativo a pronunciare l’improcedibilità senza necessità di ulteriori approfondimenti istruttori. In tale evenienza, la compensazione integrale delle spese di lite risponde all’esigenza di non aggravare la posizione delle parti, tenuto conto del comportamento processuale tenuto dall’Amministrazione che non ha contrastato la richiesta di declaratoria di improcedibilità.
Il Fatto
La società ricorrente impugnava il provvedimento prot. n. 22264 dell’1.7.2021 della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della Cultura, deducendone l’illegittimità per la parte di proprio interesse. Il giudizio concerneva, pertanto, un provvedimento amministrativo adottato nell’esercizio di poteri di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, rispetto al quale la società aveva interesse a ottenere l’annullamento. Nel corso del giudizio, con memoria depositata in data 19 gennaio 2026, la parte ricorrente rappresentava il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del ricorso, chiedendo che il giudice ne dichiarasse l’improcedibilità. L’Amministrazione resistente, costituita in giudizio, non esprimeva opposizione a tale richiesta.
La Motivazione della Corte
Il giudice amministrativo ha ritenuto che la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse formulata dalla parte ricorrente, unitamente alla mancata opposizione dell’Amministrazione resistente, integri i presupposti per la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma primo, lett. b), cod. proc. amm..
La pronuncia si fonda sulla considerazione che, alla luce della dichiarazione resa dalla parte ricorrente, non residua alcun interesse alla decisione del ricorso. Il comportamento processuale dell’Amministrazione, che non ha manifestato opposizione alla richiesta di declaratoria di improcedibilità, è stato valutato dal collegio come elemento confermativo dell’assenza di un interesse residuo alla definizione nel merito della controversia.
Quanto alle spese di lite, il tribunale ha disposto l’integrale compensazione tra le parti, ravvisando giusti motivi nella circostanza che l’Amministrazione resistente non aveva manifestato opposizione alla richiesta contenuta nella memoria del 19 gennaio 2026. La pronuncia di improcedibilità comporta pertanto la definizione del giudizio senza statuizione sul merito della vicenda sostanziale, con effetto assorbente rispetto alle censure dedotte con il ricorso.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.