Acquisizione ex art. 42-bis nel corso del giudizio e improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse (TAR Sardegna n. 518 del 09.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
Quando, nel corso del giudizio instaurato dinanzi al giudice amministrativo per ottenere la restituzione di un’area occupata sine titulo ovvero il risarcimento del danno per equivalente, la pubblica amministrazione adotti un provvedimento di acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, la domanda giudiziale diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Tutte le aspettative di tutela del privato, tanto risarcitorie quanto restitutorie, si canalizzano, infatti, nell’eventuale contenzioso dinanzi al giudice ordinario avente ad oggetto il provvedimento di acquisizione emanato in corso di causa. Il giudice amministrativo prende atto della sopravvenienza, in ossequio al principio dispositivo, dichiarando l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm..
Il Fatto
Una società ricorreva al TAR Sardegna chiedendo l’accertamento dell’illecita e abusiva occupazione di un proprio terreno, della superficie di complessivi mq 500, da parte del Comune, con condanna alla restituzione dell’immobile e al risarcimento dei danni per il mancato godimento. In via subordinata, qualora si fosse ritenuto che la proprietà fosse già passata all’amministrazione, la società domandava il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per la perdita dell’area.
Nelle more del giudizio, il Comune, in esecuzione di una deliberazione consiliare, adottava una determinazione dirigenziale con cui disponeva di acquisire al patrimonio indisponibile comunale l’area oggetto di causa ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, contestualmente determinando l’indennizzo spettante alla società ricorrente.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rileva che il Comune ha eccepito l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, richiamando la giurisprudenza amministrativa consolidata secondo cui, quando nel corso del giudizio instaurato per ottenere la restituzione dell’immobile occupato sine titulo o il risarcimento del danno per equivalente, sopravviene il provvedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, la relativa domanda diviene improcedibile.TAR Lazio – Latina, Sez. I, 19.12.2022, n. 965, che richiama il principio già espresso dal Cons. Stato, Sez. VI, 15.3.2012, n. 1438, nonché Cons. Stato, Sez. II, 12.2.2020, n. 1087 — afferma che tutte le aspettative di tutela del privato, risarcitorie e restitutorie, si canalizzano nell’eventuale contenzioso dinanzi al giudice ordinario avente ad oggetto il provvedimento di acquisizione emesso nel corso del giudizio.
All’udienza pubblica, anche il difensore della società ricorrente ha concordato sulla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. Il Collegio, prendendo atto di tale concordia in ossequio al principio dispositivo, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm..
Quanto alle spese, il Tribunale ha disposto la compensazione tra le parti, in considerazione del complesso della vicenda.
Nota della Redazione
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