Sospensione demolizione e sanatoria edilizia: il Tar tutela la res adhuc integra in pendenza di domanda (TAR Basilicata n. 110 del 20.11.2025)

Principi di diritto (Massima)
La pendenza di un’istanza di sanatoria edilizia avente ad oggetto gli stessi abusi contestati con l’ordine di demolizione impugnato, unitamente alla pendenza di un giudizio di appello su una sentenza che ha affermato la legittimazione del ricorrente a sollecitare i poteri di sanatoria, integra i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare di sospensione dell’efficacia del provvedimento repressivo. La tutela cautelare è funzionale a conservare la res adhuc integra sino alla definizione del giudizio di merito, senza che rilevi, in tale fase, la valutazione delle ulteriori questioni di legittimità dedotte.

Il Fatto

La società ricorrente, affittuaria di un complesso alberghiero, impugnava l’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino emanata dal Comune, nonché gli atti presupposti, per opere realizzate in assenza di titolo abilitativo su un’area distinta in catasto. Nell’ordinanza di demolizione venivano contestati interventi quali l’asfaltatura dei percorsi interni, la realizzazione di una pavimentazione in legno con scale, e la ripresa di lavori di completamento di corpi di fabbrica difformi dalle concessioni edilizie originarie.

La ricorrente, deducendo la pendenza di due istanze di sanatoria relative agli abusi sub 1) e 2) indicati nel provvedimento impugnato, e richiamando l’esistenza di un giudizio di appello avverso una precedente sentenza del TAR, chiedeva la sospensione dell’efficacia dell’ordine demolitorio al fine di evitare il pregiudizio irreparabile derivante dall’esecuzione.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale, nella fase cautelare, ha rilevato che sussiste una incontestata evidenza in atti circa la presentazione, da parte della società ricorrente, di due istanze di sanatoria aventi ad oggetto gli stessi abusi per i quali era stato emanato l’ordine di demolizione. Tale circostanza è stata posta a fondamento della decisione, unitamente alla pendenza di un giudizio di appello sulla sentenza dello stesso TAR che aveva già affermato principi rilevanti in tema di legittimazione del ricorrente a eccitare i poteri di sanatoria.

Il Collegio ha ritenuto che, in presenza di un procedimento di sanatoria ancora pendente e di un giudizio di appello in corso, sussistano i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare. La finalità primaria della misura è quella di conservare la res adhuc integra, evitando che l’esecuzione della demolizione possa pregiudicare irreversibilmente la situazione di fatto e di diritto prima della definizione del merito.

La decisione non ha richiesto un approfondimento sulle ulteriori censure di legittimità dedotte, essendo la sospensione giustificata dalla sola pendenza dei procedimenti di regolarizzazione e dalla necessità di non frustrarne l’esito. Il Tribunale ha così accolto l’istanza, compensato le spese della fase cautelare e fissato l’udienza pubblica di merito.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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