Controllo Corte dei conti su attuazione interventi PNRR e PNC nel 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 41 del 21.03.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge nella gestione delle risorse del PNRR e del PNC, valutandone economicità, efficienza ed efficacia. Il controllo si informa a criteri di cooperazione e coordinamento con la Corte dei conti europea, in deroga alla cadenza ordinaria, con riferimenti semestrali al Parlamento. La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato accerta lo stato di attuazione degli interventi al 31 dicembre 2024, rilevando sia profili di coerenza con gli obiettivi del Piano sia scostamenti finanziari, proceduali e di spesa rispetto alle previsioni. Il giudizio di sostanziale tenuta dell’attuazione non esclude la formulazione di raccomandazioni alle amministrazioni titolari, laddove emergano ritardi nel conseguimento di milestone e target o disallineamenti tra cronoprogrammi e realizzazioni.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato ha svolto nel corso del 2024 un’attività di verifica sullo stato di attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del correlato Piano Nazionale Complementare. Le istruttorie hanno riguardato complessivamente trentaquattro misure del PNRR, tra cui una riferibile al capitolo REPowerEU, oltre a sei programmi del PNC, per un’area di osservazione pari a 44,35 miliardi di euro, corrispondente al 19,80 per cento delle risorse complessivamente previste dai due Piani.
L’attività si è articolata in due fasi: nel primo semestre sono state esaminate misure oggetto di un primo controllo, con verifica dello stato di attuazione al 30 giugno, mentre nel secondo semestre l’attenzione è stata estesa anche a interventi già esaminati negli anni 2022 e 2023, per monitorarne l’avanzamento finanziario, fisico e procedurale al 31 dicembre. Le risultanze confluiscono nella deliberazione approvata con le indicazioni formulate in sede di camera di consiglio e destinata alla trasmissione alle Presidenze delle Camere, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e agli altri organi indicati.
La Motivazione della Corte
Il quadro normativo di riferimento è costituito dall’art. 100, comma 2, Cost., dall’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dall’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, che attribuisce alla Corte dei conti il controllo sulla gestione delle risorse PNRR secondo criteri di economicità, efficienza ed efficacia. La Sezione ha agito in attuazione della deliberazione n. 60/2024/G, con cui è stato approvato il quadro programmatico dei controlli, dando seguito alla cadenza semestrale dei rapporti al Parlamento.
Di rilievo centrale è la complessa vicenda di revisione dei Piani. Con decisione di esecuzione dell’8 dicembre 2023 il Consiglio europeo ha approvato la modifica sostanziale del PNRR, resasi necessaria per circostanze oggettive che hanno impedito la realizzazione di 123 misure originarie, elevando la dotazione complessiva dai 191,5 miliardi iniziali a 194,42 miliardi di euro. Ulteriori modifiche sono intervenute con le decisioni del 14 maggio e del 18 novembre 2024, che hanno inciso su numerose iniziative. Il d.l. n. 19/2024 ha rimodulato il quadro del PNC, con un importo complessivo ridotto a 29,50 miliardi e un differimento biennale delle scadenze. Le risorse complessive dei due Piani ammontano pertanto a 223,92 miliardi di euro.
La Sezione ha verificato il conseguimento delle milestone e dei target, condizione essenziale per l’erogazione delle rate di finanziamento. I traguardi della sesta rata sono stati valutati positivamente il 26 novembre 2024, mentre la valutazione della settima rata, richiesta il 30 dicembre 2024, era ancora in corso. Sul piano del merito, l’esame delle singole misure ha evidenziato esiti differenziati: interventi coerenti con gli obiettivi del Piano si affiancano a misure che hanno registrato ritardi o criticità.
Tra i profili di maggiore attenzione, la Sezione ha rilevato la difficoltà di raggiungimento del target relativo al Parco Agrisolare, rendicontato al 95,28 per cento della dotazione e recuperabile entro il limite di tolleranza del 5 per cento; il ritardo nella misura delle comunità energetiche rinnovabili, per la quale le domande presentate al 31 dicembre 2024 sviluppavano una potenza di gran lunga inferiore all’obiettivo fissato al 2026; e lo scostamento della quota Sud, non conseguita rispetto al parametro del 40 per cento degli investimenti. La Sezione ha inoltre rilevato l’insufficienza della spesa in alcune misure, come Idrogeno e Rinnovabili e batterie, e i ritardi nell’attuazione degli interventi infrastrutturali del trasporto rapido di massa.
Le raccomandazioni rivolte alle amministrazioni titolari riguardano in particolare il monitoraggio dei progetti in ritardo, il recupero dei disallineamenti tra cronoprogrammi e realizzazioni entro i termini fissati, la tempestiva implementazione dei dati nelle piattaforme informative e la definizione delle revisioni progettuali ancora pendenti. La deliberazione è stata assunta con le indicazioni formulate in sede di camera di consiglio, con contestuale approvazione della relazione.
Nota della Redazione
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