Bilanci delle ASL piemontesi: squilibri strutturali e inottemperanza agli obblighi di ripiano (Corte dei Conti Sez. contr. Piemonte n. 193 del 30.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale si ascrive al sindacato di legalità e regolarità, con funzione dinamica di confronto tra fattispecie e parametro normativo, finalizzato all’adozione di effettive misure correttive. L’accertamento di squilibri economico-finanziari, mancata copertura di spese o violazione di norme di regolarità gestionale fa sorgere l’obbligo per l’amministrazione di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri di bilancio. La Sezione regionale accerta, inoltre, l’autonoma violazione degli obblighi di adozione e approvazione dei bilanci entro i termini di fonte primaria, non derogabili da atti amministrativi regionali di rango subordinato.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo ha esaminato i bilanci d’esercizio 2022 delle aziende sanitarie locali piemontesi e dell’Azienda Zero, sulla base delle relazioni trasmesse dai Collegi sindacali ai sensi dell’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005 e delle linee guida approvate dalla Sezione delle Autonomie con delibera n. 14/SEZAUT/2023/INPR.
L’istruttoria ha coinvolto tutte le AA.SS.LL. regionali e la Regione, con richieste di chiarimento su specifiche criticità contabili e gestionali. Il Magistrato istruttore ha chiesto il deferimento per la discussione collegiale; il Presidente ha convocato l’adunanza pubblica del 17 dicembre 2024, nella quale i rappresentanti degli enti e della Regione hanno esposto le proprie deduzioni.
La Motivazione della Corte
Il quadro normativo di riferimento è costituito dall’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005, che estende agli enti del SSN gli obblighi di relazione dei Collegi sindacali, e dai commi 3, 4, 7 e 8 dell’art. 1 d.l. n. 174/2012. Il comma 7 attribuisce alla Sezione regionale il potere di accertare squilibri e irregolarità, con conseguente obbligo per l’ente di adottare provvedimenti correttivi entro sessanta giorni e, in caso di inottemperanza, con preclusione dell’attuazione dei programmi di spesa privi di copertura.
La Sezione richiama la giurisprudenza costituzionale sul controllo finanziario. Secondo Corte cost. n. 39/2014, tale sindacato è ascritto alla categoria del controllo di legalità e regolarità delle complessive gestioni, con funzione dinamica di confronto tra fattispecie e parametro normativo, finalizzato all’adozione di misure correttive. La medesima pronuncia ha chiarito che gli effetti del controllo sono cogenti e, in caso di inosservanza, inibitori pro parte dell’efficacia dei bilanci, giustificandosi la limitazione dell’autonomia degli enti in forza del diverso interesse alla legalità costituzionale-finanziaria.
Sotto il profilo sostanziale, la Corte rileva che tutti i bilanci di previsione 2022 sono stati formulati in perdita, con l’unica eccezione dell’Azienda Zero, e che la Regione trattiene parte delle risorse del SSR nel bilancio della GSA, confermando la sottostima delle assegnazioni. L’assenza di pareggio del bilancio preventivo è stigmatizzata come violazione dell’art. 20, comma 1, L.R. n. 8/1995 e del principio contabile n. 15 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 118/2011.
Quanto ai termini, la Sezione accerta il mancato rispetto del termine di adozione dei bilanci d’esercizio, fissato dall’art. 31 d.lgs. n. 118/2011 al 30 aprile dell’anno successivo. La proroga disposta con D.G.R. n. 9-7070 del 20 giugno 2023 è ritenuta illegittima, perché un termine di fonte primaria non può essere derogato da un atto di rango subordinato, in ossequio al principio di gerarchia delle fonti. È accertato anche il mancato rispetto del termine di approvazione regionale, avvenuta solo nel 2024.
Su tali basi la Sezione accerta gli squilibri economico-finanziari e le violazioni di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione, con i conseguenti obblighi correttivi a carico della Regione e delle aziende interessate.
Nota della Redazione
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