Bilancio 2023 del Policlinico di Bari: accertati perdita, sforamento tetto dispositivi medici e ritardi nei pagamenti (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 48 del 11.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo collaborativo sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale ai sensi dell’art. 1, c. 170, della l. n. 266/2005, accerta il risultato negativo di esercizio e la violazione dei tetti di spesa regionali (nel caso di specie, per dispositivi medici), nonché la presenza di oneri finanziari da ritardi nei pagamenti. L’accertamento di tali squilibri, ai sensi dell’art. 1, c. 3, del d.l. n. 174/2012, impone all’ente l’adozione di misure correttive idonee a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio. La proroga dei contratti pubblici è configurabile solo come rimedio eccezionale e temporaneo per garantire la continuità assistenziale, ex art. 120, c. 11, d.lgs. n. 36/2023. L’equilibrio economico dell’attività libero-professionale intramuraria va assicurato attraverso la puntuale rilevazione di tutti i costi diretti e indiretti, anche ai fini della verifica della congruità delle tariffe. La deliberazione di controllo di legalità e regolarità, pur priva di natura interdittiva, è idonea a precludere l’attuazione dei programmi di spesa in caso di mancata adozione delle necessarie misure correttive.
Il Fatto
Con deliberazione n. 127/2024/PRSS, la Sezione regionale di controllo aveva già accertato, per il triennio 2020-2022, la chiusura in perdita degli esercizi dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico Bari – Ospedale Giovanni XXIII, la presenza di crediti non riscossi, il pagamento di interessi passivi per tardivi pagamenti ai fornitori e il ricorso a reiterate proroghe contrattuali. Nel marzo 2026, all’esito dell’istruttoria sul bilancio di esercizio 2023, la Sezione ha quindi verificato la sussistenza dei medesimi profili critici, unitamente al mancato rispetto dei tetti di spesa regionali.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha preliminarmente inquadrato la natura del controllo, ascrivendolo alla categoria del riesame di legalità e regolarità, di tipo collaborativo e finalizzato all’adozione di misure correttive. Ha rammentato che, ai sensi dell’art. 1, c. 3, del d.l. n. 174/2012, l’accertamento di squilibri economico-finanziari comporta per l’ente l’obbligo di adottare, entro sessanta giorni, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità, con possibile preclusione all’attuazione dei programmi di spesa in caso di inottemperanza.
Con riferimento alle risultanze di esercizio, la Corte ha preso atto del risultato negativo di € 27.132.039, pur in netto miglioramento rispetto al 2022, rilevando tuttavia un peggioramento nel 2024. Ha inoltre accertato il mancato rispetto del tetto di spesa regionale per i dispositivi medici nell’esercizio 2023, con uno scostamento del 44,8% rispetto al tetto, nonostante la maggiore complessità della casistica trattata. Quanto alla spesa farmaceutica, ha invece accertato il rispetto del tetto per gli acquisti diretti in base ai dati consolidati forniti dall’Azienda.
La Sezione ha poi rilevato la presenza di interessi passivi correlati a tardivi pagamenti ai fornitori e raccomandato il potenziamento delle misure organizzative per il rispetto dei termini di pagamento. Ha evidenziato l’assenza di un sistema puntuale di rilevazione dei costi indiretti dell’attività intramoenia, valutando dubbio il conseguimento dell’equilibrio economico di tale settore.
In ordine agli acquisti di beni e servizi, la Corte ha constatato la persistenza di numerose proroghe contrattuali, raccomandando il ricorso a tale istituto solo per situazioni eccezionali e temporanee, in conformità all’art. 120, c. 11, d.lgs. n. 36/2023. Ha infine raccomandato di proseguire con determinazione nelle azioni per garantire la piena attuazione degli investimenti finanziati dal P.N.R.R. entro le scadenze del 2026.
Nota della Redazione
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