Condanna della P.A. al facere per immissioni intollerabili (Cass. civ. n. 29798/2025)
La Cassazione ribadisce la condanna della P.A. al facere per immissioni intollerabili e l’inammissibilità del vizio di omesso esame.
La Cassazione ribadisce la condanna della P.A. al facere per immissioni intollerabili e l’inammissibilità del vizio di omesso esame.
La rinuncia al mandato del difensore di fiducia non determina automaticamente nullità se il difensore rinunciante continua ad assistere l’imputato fino alla nomina del nuovo difensore, senza pregiudizio effettivo.
La morte dell’imputato sopravvenuta prima della decisione determina l’estinzione del reato e l’inesistenza della sentenza; la confisca viene meno per mancanza del presupposto della condanna.
La modifica della pena per violenza sessuale in danno di minore ha natura sostanziale, sicché la competenza è determinata dal momento del fatto; le irregolarità nell’incidente probatorio non ne determinano l’inutilizzabilità.
L’amministratore di diritto che accetta una carica formale in cambio di denaro, abdicando ai doveri di controllo, risponde dei reati tributari anche a titolo di dolo eventuale.
L’omesso invio del link di collegamento al difensore di fiducia che ne abbia fatto richiesta per l’udienza di convalida del trattenimento dello straniero integra una nullità assoluta.
Il decreto di proroga del trattenimento dello straniero deve essere sottoscritto dal Questore o da un funzionario espressamente delegato; la mancata prova della delega, se eccepita, impone al giudice un accertamento.
Il provvedimento di restituzione degli atti al PM per erronea irrevocabilità del decreto penale è abnorme, determinando una stasi del procedimento.
Il Tribunale di sorveglianza, in sede di reclamo contro la proroga del 41-bis, deve acquisire gli atti posti a fondamento del decreto ministeriale se richiesti dalla difesa, salvo motivare sull’inutilizzabilità o superfluità.
Il termine delle indagini decorre dall’iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p.; la valutazione dell’attendibilità del collaboratore e l’interpretazione delle intercettazioni sono questioni di merito non sindacabili in cassazione.
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