Società di comodo: detrazione IVA negabile solo per frode o abuso (Cass. civ. n. 31558/2025)
Il mancato superamento del test di operatività non basta a negare la detrazione IVA: occorre verificare in concreto frode o abuso.
Il mancato superamento del test di operatività non basta a negare la detrazione IVA: occorre verificare in concreto frode o abuso.
La liquidazione non modifica di per sé la detraibilità IVA: conta l’afferenza dei costi a operazioni esenti o non soggette.
La Cassazione chiarisce che l’intimazione di pagamento è atto autonomamente impugnabile e la sua mancata impugnazione cristallizza la pretesa tributaria, precludendo eccezioni sulla cartella presupposta.
La Cassazione chiarisce che, nel procedimento di prevenzione, l’estratto di ruolo costituisce titolo sufficiente per l’ammissione al passivo dei crediti tributari, equiparandolo al titolo provvisoriamente esecutivo.
La Cassazione chiarisce che il reato di cui all’art. 316-ter c.p., in caso di crediti fiscali ceduti, si consuma nel luogo in cui il cessionario utilizza il credito in compensazione.
La Cassazione chiarisce che, ante 2015, la deducibilità integrale ex art. 1 co. 36 l. 244/2007 opera senza limiti soggettivi o oggettivi, includendo le aperture di credito.
La Cassazione afferma che la confisca del profitto o per equivalente per i reati tributari ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000 è obbligatoria e non può essere omessa per l’impossidenza del reo.
La Cassazione chiarisce che l’intimazione di pagamento ex art. 68 d.lgs. 546/1992 può essere qualificata come atto impositivo ai fini della definizione agevolata quando l’Amministrazione vi eserciti una nuova potestà impositiva, rideterminando discrezionalmente l’importo delle sanzioni non liquidate dalla sentenza.
La Cassazione ribadisce che il contribuente deve presentare la dichiarazione ex art. 70 D.Lgs. 507/93 per le variazioni e provare le aree non soggette a tassazione, mentre il Comune contumace vittorioso non ha diritto alle spese processuali.
La Cassazione chiarisce che il diniego dell’interpello disapplicativo perde rilevanza quando, per lo stesso periodo d’imposta, venga notificato un avviso di accertamento, rendendo inammissibile l’impugnazione autonoma del provvedimento di rigetto.
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