Certificazione positiva del CCNL dell’Area Istruzione e ricerca 2019-2021 (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 55 del 04.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel procedimento di certificazione dei contratti collettivi nazionali devoluto alle Sezioni riunite in sede di controllo ai sensi dell’art. 47, comma 5, d.lgs. n. 165 del 2001, la Corte verifica l’attendibilità della quantificazione dei costi del contratto e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio. Il giudizio si articola in due distinte valutazioni: la compatibilità finanziaria, data dal raffronto tra risorse stanziate e oneri contrattuali, e la compatibilità economica, riferita alla dinamica retributiva complessiva del settore pubblico e alla sua coerenza con le principali grandezze macroeconomiche. La certificazione positiva non è incompatibile con l’espressione di osservazioni e raccomandazioni vincolanti in sede di attuazione. Restano estranei alla funzione di controllo i profili di merito delle scelte negoziali, salvo il rilievo di potenziali squilibri sistemici derivanti da interventi legislativi settoriali.

Il Fatto

L’Ipotesi di contratto collettivo nazionale relativo al personale dell’Area Istruzione e ricerca per il triennio 2019-2021, sottoscritta nell’anno 2024, è trasmessa alle Sezioni riunite in sede di controllo per l’esercizio della funzione di certificazione prevista dall’art. 47, comma 5, d.lgs. n. 165 del 2001. Il contratto riguarda una platea di 6.571 dirigenti, distribuiti tra dirigenti scolastici, universitari, degli enti di ricerca e delle istituzioni di formazione artistico-musicale.

Prima della trasmissione, il Consiglio dei Ministri rilascia valutazione positiva condizionata a specifiche modifiche richieste dal Ministero dell’economia e delle finanze e dal Ministro per la pubblica amministrazione. L’Ipotesi costituisce il quarto rinnovo della tornata riferito alla dirigenza. Il Nucleo tecnico “Costo del lavoro” deposita il rapporto di valutazione, e le Sezioni riunite sono convocate per la camera di consiglio.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro finanziario della tornata, dato dalle risorse stanziate dalle leggi di bilancio 2019, 2020 e 2021, confluite in un totale a regime di 6.815 milioni, di cui 3.775 a carico del bilancio dello Stato e 3.040 a carico degli altri enti. Per l’Area in esame l’Atto di indirizzo ha quantificato 29,4 milioni a regime, corrispondenti al 3,78% del monte salari 2018.

Sul piano della compatibilità finanziaria, il raffronto tra risorse e impieghi evidenzia, per ciascuna annualità e per entrambi i settori, un saldo positivo tra disponibilità e oneri, con differenze contenute. Le quantificazioni dell’Aran sono giudicate corrette sulla base dei dati di consistenza, distribuzione e retribuzione media del personale riportati nel conto annuale.

Sul piano della compatibilità economica, la Corte esamina la dinamica retributiva del pubblico impiego in un arco temporale esteso, raffrontandola con il PIL nominale e i redditi da lavoro dipendente. Rileva una sostanziale coerenza della spesa complessiva con il trend delle principali grandezze economiche e con gli strumenti di programmazione di bilancio.

Le Sezioni riunite dedicano poi specifica attenzione alla dirigenza scolastica, destinataria di risorse ulteriori disposte da leggi di bilancio settoriali, finalizzate a colmare il gap retributivo rispetto alle altre Aree. La Corte raccomanda che sia garantita la finalizzazione di almeno il 15% delle risorse complessive del fondo al finanziamento della retribuzione di risultato. Segnala il rischio che l’utilizzo di risorse non a regime su componenti stabili della retribuzione vada a detrimento della quota destinata alla retribuzione di risultato.

Infine, la Corte formula una raccomandazione di carattere sistematico: il susseguirsi di interventi legislativi settoriali non appare conciliarsi con l’originario intento riformatore, incentrato sulla centralità dell’autonomia collettiva. Le amministrazioni sono invitate a valutare responsabilmente gli effetti correlati alla declinazione temporale degli aumenti sulle componenti stabili della retribuzione. Alla luce di tali premesse, l’Ipotesi è certificata positivamente con le osservazioni e raccomandazioni formulate nel rapporto.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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