Certificazione positiva del contratto collettivo di comparto del personale provinciale (Corte dei Conti Sez. contr. Bolzano n. 35 del 13.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel procedimento di certificazione di cui all’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988, la Sezione regionale di controllo verifica che la quantificazione dei costi del contratto collettivo del personale a ordinamento provinciale sia attendibile e compatibile con gli strumenti di programmazione e di bilancio dell’ente. Il controllo si articola in tre distinte valutazioni: attendibilità dei costi quantificati, compatibilità finanziaria degli oneri e compatibilità economica degli incrementi retributivi. Esso non si estende alla legittimità del provvedimento di autorizzazione alla sottoscrizione né alla intrinseca legittimità delle singole clausole negoziali, rimesse alla responsabilità esclusiva delle parti contrattuali. La certificazione positiva consente la sottoscrizione definitiva dell’accordo; quella negativa, se limitata a singole clausole, non impedisce la sottoscrizione, restando però inefficaci le clausole non certificate.
Il Fatto
La Giunta provinciale ha approvato, con deliberazione n. 1059 del 26 novembre 2024, l’ipotesi di contratto collettivo di comparto per il personale provinciale. L’ipotesi, trasmessa alla Sezione regionale di controllo su nota del Presidente della Provincia del 27 novembre 2024, consta di otto capi per complessivi quaranta articoli e reca una relazione sui costi e sulla compatibilità economica.
La Sezione ha avviato l’istruttoria con note dei magistrati istruttori, acquisendo chiarimenti dagli esperti designati dalla Provincia e dal collegio dei revisori, in ordine all’attendibilità delle stime, alla copertura finanziaria e alla compatibilità economica degli incrementi. La questione sottoposta al Collegio è dunque la certificazione della quantificazione dei costi contrattuali ai sensi del richiamato art. 2-bis.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il perimetro del proprio sindacato. Richiamando la giurisprudenza contabile, osserva che l’esame nel merito dei contratti prescinde dai profili di legittimità del provvedimento autorizzatorio e dalla intrinseca legittimità delle singole clausole. Il controllo include soltanto valutazioni sulla corretta quantificazione degli oneri, sulla compatibilità finanziaria e sulla compatibilità economica, restando la responsabilità delle politiche contrattuali rimessa alle parti.
Quanto all’attendibilità dei costi, gli uffici hanno esaminato i conteggi e acquisito chiarimenti dagli esperti. È emerso che le stime si fondano su dati effettivi del personale in servizio, estrapolati dal sistema interno di gestione, e che gli articoli 5, 6, 8 e 9 non comportano oneri aggiuntivi. Sono state tuttavia riconosciute incongruenze nelle stime degli artt. 15 e 22: per un errore materiale, i costi di una voce sono stati indicati in misura superiore, comportando una maggiore spesa, mentre per l’altra si è registrata una sovrastima. Gli esperti hanno rappresentato che si procederà all’integrazione della deliberazione n. 1059/2024, rettificando le stime. La Sezione, rilevata la sussistenza della copertura complessiva, prende atto dell’impegno assunto e richiama alla massima attenzione gli organi responsabili delle stime ex ante.
Sotto il profilo della compatibilità finanziaria, la Sezione richiama l’art. 7 della legge provinciale n. 6/2015, che impone di indicare annualmente nella legge finanziaria la spesa destinata alla contrattazione, con divieto di assumere impegni superiori. Le risorse stanziate ammontano a 240.000.000,00 euro per l’anno 2024 e a 100.000.000,00 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, mentre gli impieghi previsti dall’ipotesi sono pari a 39.666,31 euro per il 2024 e a 9.502.543,19 euro per il 2025 e il 2026. Su tale base, la quantificazione degli oneri appare in linea con le complessive risorse previste.
Infine, sul piano della compatibilità economica, la Sezione compara la dinamica retributiva con i principali aggregati di finanza pubblica e con i dati macroeconomici locali. I dati forniti dagli esperti indicano una massa stipendiale 2023 di 507.853.016,12 euro e una del 2025 di 509.004.280,72 euro, con uno scostamento in aumento dello 0,23 per cento, e una retribuzione media pro-capite cresciuta del 3,40 per cento. La serie dei dati mostra una sostanziale coerenza della spesa con il trend delle grandezze macroeconomiche. La Sezione rilascia pertanto positiva certificazione dell’ipotesi contrattuale, secondo le osservazioni e raccomandazioni contenute nel rapporto di certificazione, che costituisce parte integrante della deliberazione.
Nota della Redazione
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