Classificazione doganale: il “libro puzzle cartonato” è un prodotto misto, la cui componente essenziale è il puzzle (Cass. trib. 9081/2026)
Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, ordinanza n. 9081/2026, pubblicata il 10 aprile 2026 (R.G. riuniti nn. 15587 e 15588/2022) — adunanza camerale del 16 gennaio 2026, Presidente Giuseppe Fuochi Tinarelli, Relatore Pierpaolo Gori.
Il principio di diritto
In tema di classificazione doganale alla luce della nomenclatura combinata di cui all’Allegato 1 del Regolamento (CEE) n. 2658/87, la merce “libro puzzle cartonato” è un “prodotto misto”, la cui componente essenziale, ai sensi della regola n. 3 b) di interpretazione della Nomenclatura Combinata di cui al citato Allegato I, va individuata nel “puzzle”.
Il fatto
Una merce importata dalla Cina, dichiarata in dogana come “album da disegno o da colorare per bambini” con aliquota daziaria dello 0%, veniva riqualificata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli come “puzzle” (giochi di pazienza), con rettifica della voce doganale e recupero dell’aliquota al 4,7%. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado della Liguria davano ragione alla società importatrice, ritenendo la merce un libro per bambini e il puzzle un mero accessorio. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione.
La motivazione
Il ricorso è fondato. La Corte ricorda che il criterio determinante per la classificazione doganale va reperito nelle caratteristiche e proprietà oggettive della merce, come definite dal testo della nomenclatura combinata, alla luce delle note esplicative (contributo rilevante ma non vincolante), secondo l’orientamento consolidato della Corte di giustizia dell’Unione europea. Per i prodotti misti, la componente che conferisce il carattere essenziale (regola n. 3 b) della Nomenclatura Combinata) si individua chiedendosi se la merce, privata di quel componente, conserverebbe le proprietà che la caratterizzano.
Nel settore specifico rilevano il Regolamento (CE) n. 1655/2005 e il Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1384, che, con riferimento a prodotti sovrapponibili al “libro puzzle cartonato”, ne determinano la classificazione attribuendo carattere essenziale al puzzle. La commissione regionale, pur avendo individuato il corretto quadro generale, ha poi fondato la decisione su considerazioni “eminentemente soggettive” — la funzione pedagogica del puzzle a supporto della storia — senza tenere conto delle indicazioni regolamentari, così incorrendo nella falsa applicazione delle norme sulla classificazione.
Esito: riunisce i ricorsi; accoglie il ricorso principale e il primo motivo del ricorso connesso, assorbito il secondo; cassa le sentenze impugnate e rinvia alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria in diversa composizione.
Implicazioni pratiche
La classificazione doganale di un prodotto misto non dipende dalla denominazione commerciale né da valutazioni soggettive sulla funzione o sulla percezione della merce, ma dalle sue caratteristiche oggettive alla luce della nomenclatura combinata e, in particolare, dei regolamenti di classificazione dell’Unione, che vincolano quando descrivono una merce sovrapponibile. Per gli importatori la lezione è operativa: la voce doganale — e quindi l’aliquota — di un prodotto composito si determina individuando la componente essenziale secondo la regola n. 3 b), verificando preventivamente i regolamenti di classificazione specifici, per evitare rettifiche e sanzioni in sede di accertamento.
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