Carenze nei controlli interni e obbligo di presa d’atto consiliare (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 433 del 16.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nell’ambito del controllo sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni degli enti locali, la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti verifica l’adeguatezza funzionale e l’effettivo funzionamento degli strumenti di controllo, l’osservanza dei vincoli organizzativi, finanziari e contabili e la coerenza dei risultati gestionali rispetto agli obiettivi programmati. L’art. 148 del d. lgs. n. 267/2000 impone al Sindaco dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti la trasmissione annuale del referto. Le carenze operative e metodologiche, pur non configurando di per sé una assenza del sistema, fondano la richiesta di presa d’atto consiliare e l’invito a rafforzare il controllo successivo di regolarità amministrativa. Gli esiti dei controlli devono essere ufficializzati con atti formali e restituiti agli organi competenti, per produrre effetti organizzativi e decisionali.
Il Fatto
La vicenda trae origine dall’esame, da parte della Sezione regionale di controllo per la Lombardia, delle risposte fornite da un comune ai questionari sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni per gli anni 2021, 2022 e 2023, dei referti trasmessi e del riscontro istruttorio del 4 novembre 2025.
L’ente, obbligato alla trasmissione annuale del referto in quanto comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, ha rappresentato le difficoltà organizzative legate all’emergenza pandemica, alla carenza di personale e alla mancata completa digitalizzazione delle procedure. La Sezione, pur non ravvisando particolari criticità nel sistema, ha rilevato alcune carenze operative e metodologiche.
La Motivazione della Corte
Il quadro normativo di riferimento è costituito dall’art. 148 del d. lgs. n. 267/2000, come modificato dal decreto-legge n. 174/2012 e dall’art. 33 del decreto-legge n. 91/2014. La Sezione richiama le caratteristiche del controllo delineate dalla Sezione delle Autonomie, che riguardano la verifica dell’adeguatezza del sistema, la coerenza dei risultati gestionali, l’osservanza dei vincoli e la rilevazione degli scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica.
Il primo profilo critico attiene alla compilazione dei questionari. Non vi è piena corrispondenza tra i report dichiarati come prodotti e quelli ufficializzati negli esercizi 2021, 2022 e 2023. Non tutti i report prodotti sono stati oggetto di delibera di Giunta o di Consiglio. Sul punto la Corte rammenta che, secondo le Linee guida, l’esito dei controlli deve essere ufficializzato attraverso atti formali e trasmesso agli organi competenti.
Quanto al controllo di regolarità amministrativa e contabile, la Sezione rileva l’adozione della tecnica di campionamento casuale semplice per la selezione degli atti. Le Linee guida suggeriscono metodi fondati su criteri statistici e non con semplice estrazione empirica, pur consentendo la percentuale adottata una verifica significativa.
In tema di controllo di gestione, l’ente ha trasmesso i referti solo per gli anni 2022 e 2023, senza approvare quello per il 2021 e senza motivazione. La Corte sottolinea l’importanza dell’integrazione tra obiettivi, indicatori e risultati economici, poiché senza l’analisi dei risultati in funzione delle risorse impiegate mancano indicazioni utili a correggere le scelte gestionali e strategiche.
Sul controllo sugli organismi partecipati, emerge che il comune non si è dotato di una struttura dedicata e che non è avvenuta la riconciliazione dei rapporti di credito e debito con alcuni organismi. La Sezione ribadisce la necessità di dotarsi di una specifica struttura di controllo. Quanto al controllo della qualità dei servizi, per il 2023 non sono state effettuate indagini di soddisfazione degli utenti e non sono state previste forme di coinvolgimento degli stakeholders.
Nota della Redazione
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