Ritardi nei bilanci e criticità gestionali nel SSR ligure: la Corte dei conti accerta e sollecita misure correttive (Corte dei Conti Sez. contr. Liguria n. 4 del 15.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, esercitato ai sensi dell’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266/2005 e dell’art. 3 del decreto-legge n. 174/2012, si configura come un riesame di legalità e regolarità finalizzato all’adozione di effettive misure correttive. L’accertamento di ritardi significativi nell’approvazione dei bilanci, di quote inutilizzate di contributi vincolati, di criticità nella gestione di magazzini centrali o di sforamenti nei tempi di attesa obbliga l’ente interessato ad adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio. La funzione di coordinamento attribuita all’Azienda sanitaria regionale ne fa il soggetto pivot per l’attuazione delle prescrizioni e per il monitoraggio della loro effettiva esecuzione, in un’ottica di tutela dell’unità economica della Repubblica e di coordinamento della finanza pubblica.
Il Fatto
Il Collegio sindacale di Liguria Salute ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo per la Liguria la relazione sul bilancio dell’esercizio 2023, come previsto dall’art. 1, comma 3, del decreto-legge n. 174/2012. L’analisi ha evidenziato numerose criticità amministrativo-contabili, per le quali sono state avviate richieste istruttorie. A seguito dei chiarimenti forniti dall’Azienda, sono residuate diverse potenziali irregolarità che hanno reso necessario l’esame collegiale in contraddittorio con i rappresentanti di Liguria Salute e della Regione Liguria.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha preliminarmente ricostruito il quadro normativo di riferimento, rammentando che il controllo sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale è finalizzato a verificare il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, la sostenibilità dell’indebitamento e l’assenza di irregolarità in grado di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari. Tale controllo si colloca su un piano distinto da quello sulla gestione amministrativa ed è compatibile con l’autonomia di Regioni ed enti locali, trovando il proprio fondamento negli artt. 81, 119 e 120 Cost.
Nel merito, la Corte ha accertato ritardi nell’adozione e nell’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi dell’esercizio 2023 da parte dell’Ente e della Regione, in violazione degli artt. 31 e 32 del d.lgs. n. 118/2011 e dell’art. 11-ter del d.l. n. 4/2022, con un ritardo che per il bilancio d’esercizio ha superato i sette mesi nell’approvazione regionale, compromettendo l’affidabilità e la tempestività del dato contabile. Ha inoltre rilevato che le quote inutilizzate dei contributi in conto esercizio, pur in diminuzione, restano elevate, anche per fondi risalenti ad esercizi passati, a causa dell’assegnazione tardiva dei finanziamenti e della natura pluriennale degli interventi. La Sezione ha preso atto dei progressi nella chiusura delle gestioni liquidatorie e dell’aggiornamento delle funzioni non tariffate, ma ha evidenziato ritardi nell’attuazione della telemedicina e la mancata piena operatività del sistema informativo contabile AREAS e della contabilità analitica.
In relazione alla spesa informatica, la Corte ha osservato che il CUP assorbe oltre la metà dei costi complessivi, senza un piano di efficientamento definito. Criticità sono emerse anche nella gestione del magazzino centrale “Buffer”, con la presenza di materiale scaduto, sebbene Liguria Salute abbia rappresentato la chiusura operativa della struttura. La Sezione ha infine evidenziato la permanenza di un credito residuo per il payback dei dispositivi medici 2015-2018, l’assenza di un centro di coordinamento univoco per il controllo della spesa per prestazioni da privato accreditato e il progressivo depauperamento del fondo per la gestione diretta del rischio, con un utilizzo delle risorse superiore agli accantonamenti programmati.
Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità nei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, soprattutto in area ambulatoriale e di neuropsichiatria infantile, nonché alla mobilità sanitaria passiva extraregionale, cresciuta significativamente nel periodo 2020-2024. La Sezione ha sottolineato che le misure rappresentate in adunanza dagli organi regionali per il recupero delle prestazioni e la ridefinizione dei criteri di accesso appaiono positive, ma non sufficienti a superare le problematiche di natura strutturale, sia sul piano organizzativo sia su quello informativo.
In accoglimento delle risultanze istruttorie, la Corte ha pertanto accertato le irregolarità e le criticità elencate in dispositivo, invitando Liguria Salute e la Regione Liguria, nell’ambito delle rispettive competenze, ad adottare una serie di misure correttive, di programmazione, monitoraggio e contenimento della spesa, e ha disposto la trasmissione della deliberazione agli organi interessati e la pubblicazione sul sito istituzionale dell’Azienda.
Nota della Redazione
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