Controllo Corte dei conti su bilancio ASL per sforamento tetti di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 205 del 23.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo attribuito alle Sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci di esercizio degli enti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 1, c. 170, della l. n. 266/2005 e dell’art. 1, c. 3, del d.l. n. 174/2012, è un riesame di legalità e regolarità a natura collaborativa, che non sanziona la gestione ma segnala le disfunzioni e rimette all’ente l’adozione delle misure correttive. L’accertamento di squilibri economico-finanziari, di mancata copertura di spese o di violazione di norme poste a garanzia della regolarità finanziaria obbliga l’amministrazione a adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità; in caso di inottemperanza o di esito negativo della verifica, opera la preclusione all’attuazione dei programmi di spesa privi di copertura. Il controllo non ha carattere sanzionatorio e deve essere bilanciato con la finalità di assicurare le prestazioni essenziali e le ulteriori prestazioni, nei limiti della sostenibilità, alle migliori condizioni qualitative e quantitative.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Puglia ha esaminato la relazione del Collegio sindacale sul bilancio d’esercizio 2023 dell’A.S.L. BAT, azienda sanitaria locale, ai sensi dell’art. 1, c. 170, della l. n. 266/2005. Nel precedente ciclo di controllo, con deliberazione n. 156/2024/PRSS, erano stati rilevati la chiusura in perdita del 2022, i ritardi nei pagamenti e il mancato rispetto dei tetti di spesa farmaceutica e per dispositivi medici.

L’Azienda ha depositato una nota di riscontro il 9.5.2025, integrata il 15.12.2025. La questione sottoposta alla Sezione riguarda la verifica del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e degli equilibri economico-finanziari e patrimoniali dell’esercizio 2023, con particolare riguardo a crediti, fondi rischi, tempi di pagamento, proroghe contrattuali, attività libero-professionale intramuraria, spesa farmaceutica, per dispositivi medici e per il personale, nonché all’attuazione degli investimenti del P.N.R.R.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dalla qualificazione del controllo come riesame di legalità e regolarità, di natura collaborativa, richiamando la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 179 del 2007). La misura interdittiva della preclusione ai programmi di spesa privi di copertura opera nei soli confronti delle aziende sanitarie e non dell’ente regione (Corte cost. n. 39 del 2014); essa va bilanciata con l’art. 32 Cost., secondo cui la finalità prevalente è assicurare le prestazioni indefettibili (Corte cost. n. 169 del 2017, n. 62 e n. 157 del 2020).

Nel merito, l’esercizio 2023 si chiude con un risultato positivo di € 43.626, in variazione rispetto alla perdita del 2022, grazie all’incremento del valore della produzione superiore a quello dei costi. La Sezione prende atto del contributo della riduzione dell’incidenza dei consumi sui ricavi e dell’incremento della produttività, raccomandando il monitoraggio delle prestazioni inappropriate.

Sui tempi di pagamento, l’indice di tempestività è negativo, ma l’Azienda continua a sostenere oneri finanziari per contenziosi su fatture di anni precedenti; accertata l’avvenuta sistemazione contabile dei rapporti con la società di factoring, restano da monitorare le partite debitorie risalenti. In tema di acquisti, si raccomanda di ricondurre la proroga contrattuale alla sua dimensione eccezionale, ex art. 120, c. 11, d.lgs. n. 36/2023. Quanto all’attività libero-professionale intramuraria, la Sezione raccomanda di evitare interferenze con le attività istituzionali.

La Sezione accerta il mancato rispetto dei tetti regionali per la spesa farmaceutica, per acquisti diretti e convenzionata, e per i dispositivi medici, nonché il superamento del limite di spesa per il lavoro flessibile ex art. 9, c. 28, d.l. n. 78/2010, pur rilevando il superamento della criticità nel 2024. Sul P.N.R.R., l’importo speso si attesta al 23,36% di quello assegnato, con percentuali poco significative per alcuni interventi; si raccomanda di garantirne la piena attuazione entro le scadenze del 2026. Le raccomandazioni non hanno carattere sanzionatorio: la Sezione si riserva ulteriori verifiche nei prossimi cicli di controllo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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