Controllo concomitante su AV/AC adriatica e verifica del risultato (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 49 del 05.12.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nell’esercizio del controllo concomitante, il Collegio prende atto dello stato di avanzamento di un investimento infrastrutturale ancora nelle fasi preliminari, riservandosi di verificare in itinere il compimento delle iniziative finalizzate al raggiungimento del risultato, codificato dall’art. 1 del d.lgs. 36/2023. Gli slittamenti temporali che si registrano in fasi procedimentali aperte a una pluralità di attori istituzionali non integrano di per sé elementi di criticità suscettibili di raccomandazione, ove il gestore abbia fornito un cronoprogramma finanziario e attuativo. Il controllo resta orientato a una costante azione propulsiva, volta a verificare l’efficace ed efficiente gestione delle risorse pubbliche e l’espletamento delle funzioni di monitoraggio da parte dell’amministrazione vigilante.

Il Fatto

L’art. 1, comma 394, della legge n. 234/2021 ha autorizzato in favore di RFI la spesa complessiva di 5.000 milioni di euro per l’accelerazione degli interventi di alta velocità e alta capacità sulla linea ferroviaria adriatica. L’intervento è stato inserito nel Contratto di Programma MIT–RFI 2022-2026, Parte Investimenti, con la denominazione P262 “Velocizzazione AV/AC linea ferroviaria Adriatica”.

Il Collegio del controllo concomitante ha avviato l’istruttoria nel gennaio 2023, acquisendo riscontri documentali e convocando in audizione i rappresentanti del gestore. La questione sottoposta all’attenzione del Collegio riguarda lo stato di attuazione dell’investimento e la verifica del relativo andamento.

La Motivazione della Corte

L’istruttoria ha ricostruito un intervento destinato, nel lungo periodo, alla velocizzazione dell’intera direttrice Bologna-Lecce, su un tracciato di quasi 800 chilometri e con un investimento stimato di circa 60 miliardi di euro. I 5 miliardi stanziati dalla legge n. 234/2021 sono stati destinati alla tratta Castelbolognese-Bologna, lunga circa 43 chilometri e considerata prioritaria in quanto “collo di bottiglia” dell’intera direttrice, con un esborso complessivamente stimato in circa 3 miliardi di euro.

La riduzione di 350 milioni di euro operata con la legge di bilancio 2024 non appare al Collegio tale da inficiare la realizzazione di tale tratta. Residuerebbero circa 1,65 miliardi di euro da destinare a un ulteriore lotto, funzionalmente simile, da individuare nell’ambito del tracciato Bologna-Lecce all’esito del perfezionamento del relativo DocFAP.

Il Collegio rileva che l’investimento ha visto finora lo sviluppo di fasi ancora preliminari, svincolate da specifici obiettivi cronologici, e che si sono verificati diversi slittamenti rispetto alle prospettazioni iniziali del gestore. La conclusione dei DocFAP del tracciato Bologna-Lecce, dapprima prevista entro la fine del 2024, è stata ulteriormente traslata: entro l’anno si attende ora la conclusione dell’analisi costi-benefici con riferimento a uno soltanto dei quattro scenari infrastrutturali di corridoio.

Quanto alla tratta Castelbolognese-Bologna, le tempistiche del Dibattito Pubblico, iniziato l’8 maggio 2024, hanno superato quelle previste dall’art. 40 del d.lgs. 36/2023 e dall’allegato I.6, a causa della proroga concessa per la presentazione delle osservazioni, da ultimo differita al 28 novembre 2024 in considerazione della situazione emergenziale dovuta agli eventi alluvionali. La conclusione del Dibattito, attesa per il 27 dicembre 2024, si prospetta quindi a fine febbraio 2025 con la redazione del documento conclusivo da parte del gestore.

Tali slittamenti non costituiscono, secondo il Collegio, elementi di criticità suscettibili di specifiche raccomandazioni. Si tratta di una fase preliminare che coinvolge una pluralità di attori istituzionali chiamati a esprimersi sulle alternative progettuali, e la stessa finalità del Dibattito Pubblico è il confronto preventivo tra i soggetti coinvolti. Inoltre il gestore ha fornito un cronoprogramma finanziario e attuativo relativo alla tratta Castelbolognese-Bologna, dando atto di una precisa programmazione degli obiettivi di medio e lungo periodo.

Il Collegio prende dunque atto dello stato attuale di avanzamento dell’intervento, riservandosi di verificare in itinere il compimento di tutte le iniziative volte a completarlo e, in ultima istanza, finalizzate al raggiungimento del risultato codificato dall’art. 1 del d.lgs. 36/2023. Il controllo proseguirà con una costante azione propulsiva, diretta a verificare l’efficace ed efficiente gestione delle risorse pubbliche e l’espletamento delle funzioni di monitoraggio previste dal contratto di programma.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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