Controllo concomitante: programmazione 2025 su piani e progetti di rilancio (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 4 del 04.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il Collegio del controllo concomitante, nell’ambito della programmazione annuale, seleziona i piani, i programmi e i progetti relativi agli interventi di sostegno e di rilancio dell’economia nazionale da sottoporre a controllo concomitante, con esclusione di quelli previsti o finanziati dal PNRR e dal relativo Piano nazionale per gli investimenti complementari. La selezione avviene secondo i macro-criteri della rilevanza finanziaria, dell’impatto socioeconomico su cittadini e imprese e del carattere strumentale rispetto all’esigenza di colmare i divari territoriali. Il controllo persegue una finalità acceleratoria degli investimenti, realizzata tramite il dialogo istruttorio e lo strumento della raccomandazione, volta a stimolare percorsi autocorrettivi delle amministrazioni senza invaderne l’autonomia gestionale.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante, istituito presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, ha adottato in adunanza plenaria la deliberazione di approvazione della programmazione annuale per l’anno 2025. Il documento individua i piani, i programmi e i progetti statali da sottoporre a controllo nel corso dell’anno, nell’ambito delle aree tematiche definite dal Collegio.
La deliberazione si innesta nella programmazione generale approvata dalle Sezioni riunite in sede di controllo con la deliberazione n. 61/SSRRCO/INPR/2024 del 19 dicembre 2024, che costituisce il quadro di riferimento per l’attività di controllo dell’anno.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dal quadro normativo del controllo concomitante, originariamente previsto dall’art. 11 della legge 4 marzo 2009, n. 15 e rinnovato dall’art. 22 del d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120. La disposizione attribuisce alla Corte dei conti il controllo sui principali piani, programmi e progetti relativi agli interventi di sostegno e di rilancio dell’economia nazionale, con esclusione degli interventi finanziati dal PNRR e dal Piano nazionale per gli investimenti complementari, per effetto della modifica introdotta dall’art. 1, comma 12-quinquies, del d.l. 22 aprile 2023, n. 44.
Il Collegio sottolinea la finalità dichiaratamente acceleratoria della nuova disciplina, che intende porre la Corte al servizio dell’obiettivo di una rapida ed efficace ripresa economica. Il controllo si distingue dal modello originario dell’art. 11 della legge n. 15/2009, che aveva ad oggetto le gestioni pubbliche in corso di svolgimento e non prevedeva l’esito della responsabilità dirigenziale. La finalità propulsiva si realizza in fase istruttoria attraverso un serrato dialogo con l’amministrazione e, in fase deliberativa, tramite raccomandazioni finalizzate all’autocorrezione dei soggetti controllati, completando l’azione di controllo senza invadere gli spazi di autonomia gestionale.
Quanto ai criteri di selezione, il Collegio conferma i macro-criteri della rilevanza finanziaria, dell’impatto socioeconomico e del carattere strumentale al superamento dei divari territoriali. Sono stati individuati 9 nuovi interventi, tra cui la Garanzia “Archimede”, il Fondo nazionale per il Made in Italy, il Programma Nazionale Cultura 2021-2027 e “Resto al Sud 2.0”. Il Collegio ha ritenuto di non proseguire l’istruttoria su quattro interventi già avviati, tra cui il Fondo per l’immigrazione e il Piano strategico nazionale contro la violenza sulle donne.
Sul piano degli strumenti, il Collegio richiama le proprie Linee guida metodologiche adottate con la deliberazione n. 50 del 17 dicembre 2024, che recepiscono i principi internazionali di pubblicità, trasparenza e contraddittorio. Prosegue inoltre l’attività di coordinamento orizzontale con le Sezioni regionali di controllo, in particolare per i Giochi del Mediterraneo 2026 e per l’intervento “Metropolitane nelle grandi aree urbane”. Quanto agli esiti, il Collegio conferma lo strumento della raccomandazione e la trasmissione all’amministrazione competente, ove sussistano gravi irregolarità gestionali, ai fini della valutazione della responsabilità dirigenziale.
Nota della Redazione
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