Il controllo della Corte dei conti sulla gestione di RFI Spa per l’esercizio 2024 tra investimenti PNRR e sostenibilità finanziaria (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 76 del 28.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di una società a partecipazione pubblica, riferisce al Parlamento il risultato della verifica, evidenziando l’importanza della corretta determinazione del fondo rischi e oneri secondo canoni di prudenza, ai sensi del principio contabile internazionale Ias 37, in considerazione della rilevanza del contenzioso pendente. La Corte raccomanda il costante monitoraggio dell’andamento dei valori di puntualità e affidabilità del sistema, al fine di garantire alle imprese ferroviarie e al cliente finale migliori standard di servizio. Inoltre, sottolinea la necessità del celere avanzamento procedurale e finanziario delle opere infrastrutturali, con particolare riguardo a quelle finanziate con risorse del PNRR, nel rispetto dei cronoprogrammi e delle relative scadenze.

Il Fatto

Rete Ferroviaria Italiana Spa (RFI), società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è preposta alla gestione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, in virtù di una concessione sessantennale. La Corte dei conti, ai sensi dell’articolo 2 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria della Società per l’esercizio 2024, trasmettendo alle Camere la relazione sul risultato del controllo. L’indagine ha riguardato l’assetto societario, l’attività negoziale, il contenzioso, le risorse umane e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, con specifico focus sull’attuazione dei contratti di programma con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e sull’avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR e dal Piano nazionale complementare.

La Motivazione della Corte

La Corte ha verificato lo stato di attuazione del Contratto di programma – parte investimenti, che al 31 dicembre 2024 presenta un portafoglio di opere in corso finanziate per oltre 127 miliardi di euro, e del Contratto di programma – parte servizi, finalizzato al mantenimento in efficienza della rete. Nonostante l’incremento degli investimenti e delle erogazioni rispetto all’esercizio precedente, il risultato d’esercizio registra una perdita di 99,1 milioni di euro, in forte flessione rispetto all’utile del 2023. Il risultato operativo è negativo per effetto dell’aumento dei costi operativi, in particolare del costo del personale, delle materie prime e dei servizi.posizione finanziaria netta, riconducibile alla discrasia tra i tempi di incasso delle risorse statali e i pagamenti ai fornitori.

Particolare attenzione è stata dedicata all’ottavo monitoraggio dei progetti PNRR, che vede RFI assegnataria di risorse complessive per circa 43 miliardi di euro. I pagamenti effettuati risultano in aumento, ma la Corte sottolinea la necessità di un celere avanzamento dei lavori per il rispetto delle scadenze del Piano. La relazione si sofferma, inoltre, sul rilevante contenzioso pendente, il cui valore complessivo supera i 6 miliardi di euro, con una stima di soccombenza per le sole cause civili contro l’ente di circa 443 milioni di euro. A fronte di ciò, il fondo rischi presenta una consistenza di circa 433 milioni di euro, ma la quota relativa ai contenziosi con i terzi è di soli 158 milioni.

In considerazione della rilevanza del contenzioso e della dinamica in aumento del fondo, la Corte ribadisce la necessità che il fondo rischi sia determinato con prudenza, al fine di non generare squilibri non conformi a una sana gestione finanziaria, raccomandando una valutazione periodica della congruità degli accantonamenti in applicazione dello Ias 37. Viene anche raccomandato il costante monitoraggio degli indicatori di puntualità, che mostrano segnali di miglioramento per alcuni segmenti di traffico, come l’Alta Velocità e il trasporto regionale, ma una lieve flessione per il settore merci.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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