Controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria della Cassa geometri (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 94 del 07.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati di cui al d.lgs. n. 509 del 1994 verifica, ai sensi dell’art. 2 di tale decreto, che l’andamento economico-patrimoniale assicuri l’equilibrio di bilancio e l’autosufficienza di medio-lungo periodo, secondo il principio di correlazione tra contribuzione e prestazioni. L’autonomia gestionale dell’Ente non esonera dal rispetto dei canoni di contenimento della spesa, razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio, né dalla piena osservanza delle indicazioni delle amministrazioni vigilanti in materia di emolumenti degli organi. I risultati positivi di esercizio non valgono, di per sé, a giustificare la crescita dei costi di funzionamento, che devono essere determinati alla luce dei risultati e dei costi di amministrazione, a presidio della sana gestione finanziaria. La Sezione formula pertanto raccomandazioni all’Ente e agli organi di controllo interno, con particolare riguardo ai costi degli organi, alla gestione immobiliare, al recupero dei crediti contributivi e alla redditività del patrimonio.
Il Fatto
La Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti, già ente pubblico istituito con legge n. 990 del 1955 e trasformata in soggetto di diritto privato ai sensi del d.lgs. n. 509 del 1994, è sottoposta al controllo della Corte dei conti. La Sezione riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’esercizio 2023.
Il referto esamina il bilancio consuntivo, le relazioni degli organi di amministrazione e di controllo, il quadro ordinamentale, gli organi, il personale, l’attività contrattuale, la gestione previdenziale e assistenziale, il patrimonio e i risultati di gestione, con gli aggiornamenti istruttori sulle vicende successive.
La Motivazione della Corte
La Cassa chiude il 2023 con saldi positivi: il risultato economico passa da 100,12 mln a 182,93 mln e il saldo previdenziale tra contributi (748,23 mln) e prestazioni (547,86 mln) si attesta su 200,36 mln. La Sezione riconduce l’incremento alla crescita dei redditi di categoria e del volume d’affari, ma avverte che la riduzione tendenziale degli iscritti, scesi a 75.393 unità, e l’aumento delle pensioni erogate impongono un monitoraggio costante della sostenibilità.
Il rilievo più severo riguarda i costi degli organi, saliti da 4.200.489 a 4.446.710 euro. L’aumento discende in gran parte dalla delibera del Cdd n. 2 del 2023, che dal 1° maggio 2023 ha elevato le indennità di carica e l’indennità giornaliera. La Sezione osserva che l’iniziativa è in contraddizione con le indicazioni del Ministero vigilante, richiama la sentenza della Corte costituzionale n. 7 del 2017 sul massimo contenimento delle spese che gravano sulle contribuzioni degli iscritti e rileva che l’Ente non ha tenuto conto delle determinazioni ministeriali.
Quanto all’attività contrattuale e agli incarichi esterni, i costi per consulenze crescono da 208.014 a 229.496 euro. La Sezione richiama le osservazioni dell’Anac sulla mancata predisposizione di un elenco di professionisti e sull’eccessiva discrezionalità nel conferimento degli incarichi legali, richiedendo procedure improntate a trasparenza, rotazione e imparzialità.
Sul patrimonio, il risultato della gestione immobiliare diviene negativo per -2.018.883 euro, con rendimento netto che passa da 1,17 a -0,82 per cento. La Sezione raccomanda di conformare la gestione a criteri di economicità ed efficienza e di vigilare sul grado di realizzabilità dei crediti contributivi, pari a 1.591,20 mln al lordo del fondo svalutazione, e sulla redditività del patrimonio ai fini dell’equilibrio di medio-lungo periodo.
Il confronto con il bilancio tecnico al 31 dicembre 2020 evidenzia scostamenti rilevanti, con maggiori entrate contributive e minori redditi patrimoniali rispetto alle stime. La Sezione raccomanda di monitorare nel tempo le basi tecniche e i parametri utilizzati, richiamando il principio di massima prudenza negli investimenti.
Nota della Redazione
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