Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria Enpav 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 95 del 07.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati, ai sensi dell’art. 2 della l. 21 marzo 1958, n. 259 e dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, è finalizzato a riferire al Parlamento il risultato della gestione, verificando la stabilità degli equilibri previdenziali e patrimoniali dell’Ente. La Sezione valuta la coerenza tra accantonamenti, riserve e obbligazioni pensionistiche future, riconoscendo rilievo preminente al principio di prudenza nella gestione del patrimonio previdenziale garantito agli iscritti. L’Ente è tenuto alla massima cautela negli investimenti finanziari, al costante monitoraggio dei rendimenti reali e al contenimento dei costi di amministrazione. Il giudizio positivo sulla solidità dell’Ente non esonera dall’adozione di scelte di spesa prudenti, in ragione dell’andamento demografico della platea degli iscritti.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari, corredato delle relazioni del Presidente e del Collegio sindacale, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della l. n. 259 del 1958. Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Ente per l’esercizio 2023.
La questione riguarda la verifica degli equilibri previdenziali, patrimoniali e finanziari dell’Ente, con particolare attenzione agli accantonamenti, alla gestione degli impieghi mobiliari e immobiliari e all’andamento della contribuzione rispetto alla spesa pensionistica.
La Motivazione della Corte
La Corte rileva che gli iscritti attivi scendono a 27.341 unità, con una riduzione di 677 rispetto all’esercizio precedente, mentre i pensionati salgono a 9.288. La riduzione della platea contributiva impone, secondo la Sezione, scelte prudenti in materia di spesa per assicurare i futuri equilibri previdenziali e di bilancio. Il saldo della gestione istituzionale è pari a 75,5 milioni, con un indice di copertura in flessione rispetto al 2022.
Sul piano patrimoniale, il patrimonio netto cresce a 985,6 milioni e il rapporto con la spesa per prestazioni previdenziali si attesta a 13,59 annualità, ampiamente superiore al parametro della riserva legale delle cinque annualità richiesto dall’art. 1, comma 4, lett. c), del d.lgs. n. 509 del 1994. L’utile di esercizio passa a 90,8 milioni, con un incremento di oltre 50 milioni.
La Sezione esamina la composizione del portafoglio, rilevando l’aumento delle immobilizzazioni finanziarie e il significativo incremento degli investimenti in fondi di private equity, private debt e infrastrutturali. A fronte di un alto rendimento potenziale, la Corte ribadisce la raccomandazione di impiegare la massima prudenza e il costante monitoraggio, prediligendo il criterio di sicurezza e riducendo i rischi in ragione del patrimonio previdenziale garantito agli iscritti.
Sul versante dell’attività contrattuale, la Corte rileva il ricorso diffuso all’affidamento diretto sotto le soglie di rilevanza europea e raccomanda il rispetto del principio della concorrenza e della rotazione negli affidamenti. Analogamente, con riferimento all’aumento delle prestazioni esterne e dei costi degli organismi consultivi, la Sezione invita l’Ente a valutare attentamente la necessità di ricorrere a professionalità esterne e a verificare i giustificativi dei rimborsi.
La Corte osserva infine che l’Ente non ha istituito un ufficio di internal audit e che, anche per il 2023, non è stato adottato il modello 231. Il bilancio tecnico attuariale conferma saldi previdenziali e gestionali positivi nel periodo di osservazione, con dotazione patrimoniale crescente.
Nota della Redazione
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