Controllo sulla gestione finanziaria Enpav: saldi previdenziali positivi e svalutazioni sui titoli (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 7 del 27.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati di cui al d.lgs. n. 509 del 1994 non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma si estende alla valutazione della sostenibilità di medio e lungo periodo degli equilibri previdenziali, alla congruità degli accantonamenti e alla prudenza delle scelte di investimento del patrimonio. Il giudizio positivo sui saldi di gestione e sulla copertura delle prestazioni non esonera l’ente dalla massima prudenza nella gestione finanziaria, dovendosi privilegiare il criterio di sicurezza in ragione della natura previdenziale del patrimonio garantito agli iscritti. La scelta di non avvalersi della deroga alla ordinaria valutazione dei titoli prevista dall’art. 45, comma 3-novies, d.l. n. 73 del 2022 è legittima e coerente con il principio di prudenza di cui all’art. 2423-bis cod. civ., ma rende pienamente visibili nel bilancio gli effetti delle svalutazioni sui risultati di esercizio.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della l. n. 259 del 1958, il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari per l’esercizio 2022. L’ente, fondazione di diritto privato dal 1° gennaio 1995 per effetto dell’art. 1 del d.lgs. n. 509 del 1994, resta sottoposto al controllo della Corte.
Il bilancio 2022 è stato deliberato dal consiglio di amministrazione il 4 aprile 2023 e approvato dall’assemblea nazionale dei delegati il 29 aprile 2023. L’esercizio si chiude con un utile di euro 39.370.814, in forte calo rispetto agli 85.166.443 euro del 2021.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto la gestione previdenziale. Gli iscritti attivi scendono a 28.018 unità, con la riduzione più consistente del quinquennio; i pensionati salgono a 8.728. Le entrate contributive crescono a 157,06 milioni, per effetto dell’aumento del contributo soggettivo dal 16 al 16,5 per cento e della contribuzione eccedente. Il saldo lordo della gestione previdenziale sale a 72.235.828 euro e l’indice di copertura delle prestazioni si attesta a 2,04, mentre il rapporto tra contributi soggettivi e pensioni IVS è pari a 1,77.
Il punto critico è la gestione degli impieghi patrimoniali. Il saldo scende drasticamente, da 30.728.817 euro a poco più di 12 milioni, per le minori plusvalenze realizzate e per le svalutazioni sui titoli dell’attivo circolante, pari a 40.320.934 euro. La Corte dà atto che il consiglio di amministrazione ha scelto di non avvalersi della deroga prevista dall’art. 45, comma 3-novies, d.l. n. 73 del 2022, richiamando l’art. 2423-bis cod. civ. e la portata comunque positiva del risultato.
La Corte ribadisce la raccomandazione, già formulata nei precedenti referti, affinché nelle operazioni finanziarie l’ente impieghi la massima prudenza e un costante monitoraggio, prediligendo il criterio di sicurezza e riducendo i rischi in considerazione del patrimonio previdenziale garantito agli iscritti. L’attenzione si concentra sugli investimenti alternativi — fondi di private debt, private equity e infrastrutture — per complessivi 86 milioni, caratterizzati da alto rendimento potenziale ma elevata volatilità.
La Corte raccomanda inoltre un’oculata gestione dei costi degli organismi consultivi, in aumento, e il rispetto dei principi di concorrenza e rotazione negli affidamenti. Sul piano patrimoniale, il patrimonio netto cresce a 894.778.838 euro e il rapporto con le prestazioni previdenziali è pari a 14,06 annualità; il bilancio tecnico proietta saldi positivi fino al 2070. Le partecipate presentano risultati differenziati, con perdite ascritte per lo più a svalutazioni immobiliari e costi di acquisizione.
In conclusione, la Corte comunica alle Presidenze delle due Camere il bilancio e la relazione, senza rilevare irregolarità contabili ma confermando le raccomandazioni di prudenza gestionale.
Nota della Redazione
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