Controllo sulla gestione finanziaria di Leonardo S.p.a. per l’esercizio 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 5 del 10.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria di una società sottoposta a vigilanza ai sensi della legge 21 marzo 1958, n. 259 si conclude con una relazione riferita al Parlamento, con cui si dà conto del risultato complessivo della gestione. Oggetto del controllo è l’andamento della gestione e l’osservanza dei vincoli di equilibrio economico-patrimoniale, non la riforma dell’atto di gestione. La Corte valuta i risultati di bilancio distinguendo la gestione operativa da quella finanziaria, e valorizza gli indicatori di redditività e di indebitamento al netto degli effetti di operazioni straordinarie. Resta fermo l’obbligo di prudente valutazione della congruità degli accantonamenti ai fondi rischi, in vista di eventuali ripercussioni sugli equilibri di bilancio in caso di soccombenza nei contenziosi. Il controllo si estende anche alla successiva attività di gestione rilevante intervenuta dopo la chiusura dell’esercizio.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria della società per l’esercizio 2023, nella sua qualità di holding company di un gruppo attivo nei settori elicotteri, elettronica per la difesa e la sicurezza, velivoli, aerostrutture e spazio. La sottoposizione al controllo era stata accertata con precedente determinazione della Sezione, in forza della quale il Presidente del Consiglio dei ministri aveva emanato il decreto che ha assoggettato la società alla vigilanza ai sensi dell’art. 3 della legge n. 259 del 1958.
Con il provvedimento in esame la Corte ha riferito alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo, unendo al bilancio d’esercizio la relazione che ne costituisce parte integrante.
La Motivazione della Corte
La relazione muove dal quadro normativo applicabile. La società, quotata su mercato regolamentato, ricade nel campo di applicazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ed è esclusa dall’ambito del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, salvo espressa disposizione di legge. Sull’assetto proprietario rileva la partecipazione pubblica del Ministero dell’economia e delle finanze, azionista di controllo, nonché la disciplina dei poteri speciali dello Stato, di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito con modificazioni.
La Corte esamina poi l’assetto organizzativo e di governance, il sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, i presidi di anticorruzione e il perimetro delle partecipazioni. Sul versante contabile, il conto economico separato segna un risultato prima delle imposte e degli oneri finanziari di 411 milioni, in aumento rispetto all’esercizio precedente, e un utile netto di 784 milioni, in riduzione rispetto agli 1,70 miliardi del 2022, importo che risentiva della ripresa di valore di una partecipazione estera.
Il saldo della gestione finanziaria resta positivo per 457 milioni. La Corte sottolinea che, depurando l’esercizio precedente dalla rivalutazione delle partecipazioni per 1,33 miliardi, il saldo netto del 2023 risulta in miglioramento, come il risultato ante imposte. Sul patrimonio, l’attivo sale a 28,35 miliardi, il patrimonio netto a 8,41 miliardi e le passività correnti aumentano per maggiori debiti finanziari e commerciali. Il bilancio consolidato di gruppo vede tutti i principali indicatori in miglioramento, con un indebitamento netto ridotto.
La Corte dedica specifica attenzione al contenzioso. Rileva l’esigenza di una costante e prudenziale valutazione circa la congruità degli appostamenti al fondo rischi del passivo, in considerazione delle eventuali ripercussioni sugli equilibri di bilancio in ipotesi di soccombenza nei giudizi. Sul personale e sulle consulenze la Sezione dà conto degli andamenti di spesa, segnalando l’incremento dei costi per assistenza legale in ambito penale e delle consulenze commerciali.
Il controllo si estende anche agli eventi successivi alla chiusura dell’esercizio e alle attività connesse al Pnrr, di cui la Corte riferisce gli aggiornamenti di monitoraggio. All’esito, assolti gli adempimenti di legge, la Sezione ha comunicato alle Presidenze delle Camere il bilancio e la relazione, che alla determinazione si unisce quale parte integrante.
Nota della Redazione
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