Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria di Poste italiane 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 39 del 23.04.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria degli enti e delle società assoggettati a vigilanza, ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259. Il controllo si esercita con le modalità dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958 e, per Poste italiane S.p.A., in forza dell’art. 5 del d.l. 1° dicembre 1993, n. 487, convertito con legge 29 gennaio 1994, n. 71, che ha assoggettato l’ente al controllo della Corte. La relazione, deliberata dalla Sezione e unita al bilancio di esercizio corredato delle relazioni degli organi di amministrazione e di controllo, è comunicata alle Presidenze delle due Camere e non introduce un giudizio di responsabilità, ma una valutazione complessiva sulla gestione finanziaria e sui suoi profili di criticità.
Il Fatto
La Società ha trasmesso alla Corte il bilancio dell’esercizio 2023, con le annesse relazioni del Presidente e del Collegio sindacale, in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. La Corte ha esaminato gli atti e ha riferito alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo sulla gestione finanziaria, unitamente al bilancio di esercizio.
La relazione è stata adottata nell’adunanza dell’8 aprile 2025, previa discussione della proposta del relatore, e comunica alle Presidenze il bilancio corredato delle relazioni degli organi di amministrazione e di controllo e la relazione stessa, quale parte integrante.
La Motivazione della Corte
Il controllo si fonda sul rendiconto dell’esercizio e sulla documentazione trasmessa dall’ente. La Corte richiama il quadro normativo di riferimento, costituito dal testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con r.d. 12 luglio 1934, n. 1214, dalle leggi 21 marzo 1958, n. 259 e 14 gennaio 1994, n. 20, e dall’art. 5 del d.l. n. 487 del 1993, che ha esteso il controllo alla allora ente Poste italiane.
La Corte dà atto della trasformazione dell’ente in Poste italiane S.p.A. per effetto della delibera CIPE del 17 dicembre 1997, con conseguente mutamento della forma giuridica del soggetto controllato, che resta comunque assoggettato al controllo nei modi previsti dalla legge. In questa cornice, il controllo si svolge sulla gestione finanziaria e non si traduce in un giudizio di responsabilità, restando estranea al perimetro della delibera ogni valutazione sanzionatoria.
Il percorso argomentativo della Sezione si articola sull’esame dei dati di bilancio, della governance societaria, del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, dei servizi postali e finanziari, delle risorse umane, dei sistemi informativi, dell’attività negoziale e del contenzioso. Particolare attenzione è riservata ai profili di criticità e alle misure di correzione già avviate dalla Società, che vengono rendicontate in un’ottica di continuità con i precedenti referti.
Il provvedimento si conclude con la comunicazione alle Presidenze delle due Camere, ai sensi del citato art. 7 della legge n. 259 del 1958, del bilancio di esercizio 2023 e della relazione, che alla delibera si unisce quale parte integrante. La funzione esercitata resta dunque quella di controllo sulla gestione, priva di effetti immediatamente conformativa della successiva attività amministrativa della Società.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.