Controllo sulla gestione finanziaria di Unioncamere: avanzo da plusvalenza immobiliare (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 49 del 02.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria di un ente pubblico non economico vigilato, riferisce al Parlamento il risultato dell’esercizio valutando separatamente la gestione ordinaria, quella finanziaria, quella straordinaria e le rettifiche dell’attivo patrimoniale. L’avanzo di esercizio conseguito non è di per sé indice di equilibrio: quando deriva da una plusvalenza da alienazione immobiliare iscritta tra le rettifiche, non sana il disavanzo della gestione corrente. Il risultato negativo della gestione ordinaria, determinato dal decremento dei proventi in misura superiore agli oneri e dall’incremento dei costi di funzionamento, impone all’ente di adottare iniziative di contenimento dei costi e di assicurare la copertura delle spese correnti.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per l’esercizio 2022, ai sensi dell’art. 12 del d.l. n. 8 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 68 del 1993, che richiama le modalità dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958. Sono esaminati il bilancio dell’esercizio 2022, con le relazioni del Comitato esecutivo e del Collegio dei revisori, e le vicende più significative intervenute successivamente.

L’esercizio si chiude con un avanzo di euro 6.420.474, in aumento di euro 5.150.465 rispetto all’utile del 2021. Il risultato della gestione ordinaria è però negativo per euro 1.511.233, a fronte del saldo positivo dell’anno precedente. L’avanzo è ricondotto alla plusvalenza da vendita di un complesso immobiliare di proprietà.

La Motivazione della Corte

Sul piano dei proventi, la Corte rileva una riduzione complessiva del 16,38 per cento rispetto al 2021. Incidono il decremento dei contributi associativi del 5,57 per cento e quello dei contributi nazionali e comunitari del 27,19 per cento, quest’ultimo non riconducibile a una effettiva minore disponibilità di risorse ma a una diversa modalità di contabilizzazione dei contributi gestiti per conto del Ministero. In senso opposto operano l’incremento dei proventi commerciali e quello del Fondo perequativo iniziative di sistema.

Sul versante degli oneri, il decremento del 13,79 per cento è inferiore a quello dei proventi. La voce funzionamento della struttura cresce del 13,48 per cento, mentre gli oneri per lo sviluppo del sistema camerale diminuiscono del 20,31 per cento. Il Collegio dei revisori ha segnalato il consistente decremento della quota associativa, che contribuisce solo in parte alla copertura delle spese correnti. La Corte raccomanda iniziative di contenimento dei costi, specialmente di quelli di funzionamento, per assicurare l’equilibrio futuro della gestione ordinaria.

La Corte esamina il conto economico riclassificato e osserva che, senza la plusvalenza, l’esercizio avrebbe chiuso con un disavanzo. Il risultato positivo è dunque interamente sostenuto dalla componente straordinaria e dalle rettifiche patrimoniali, che hanno riassorbito il risultato negativo della gestione ordinaria. La gestione finanziaria chiude in avanzo per euro 443.977, per effetto dei maggiori interessi attivi maturati sulle giacenze; la gestione straordinaria presenta un saldo positivo di euro 991.030.

Sul fronte organizzativo, la Corte prende atto della riduzione della dotazione organica da 67 a 64,5 unità, disposta in sede di adozione del Piano integrato di attività e di organizzazione, in linea con le raccomandazioni contenute nei precedenti referti. L’Ente ha inoltre proseguito il processo di revisione e razionalizzazione delle partecipazioni societarie, in attuazione del d.lgs. n. 175 del 2016, e ha trasmesso il piano di razionalizzazione relativo ai dati al 31 dicembre 2022.

La Corte formula una specifica raccomandazione sull’adeguamento del regolamento per la gestione patrimoniale e finanziaria dell’Ente alle disposizioni del d.lgs. n. 139 del 2015. Rileva inoltre il persistente ricorso a procedure sottosoglia comunitaria per importi economici ridotti e la necessità di implementare le informazioni analitiche nelle schede di gestione dei progetti finanziati da soggetti esterni, che costituiscono la principale fonte di finanziamento dell’Ente. Il patrimonio netto sale a euro 72.793.427, con disponibilità liquide a fine esercizio per euro 181.521.359.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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