Controllo PNRR sull’efficienza dei sistemi irrigui e la governance del Masaf (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 10 del 06.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi del PNRR, ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, convertito dalla legge n. 108/2021, si estende alla verifica della capacità amministrativa del soggetto titolare della misura di governare le fasi attuative dell’investimento. La Sezione accerta che l’aggiudicazione efficace degli appalti, quale milestone europea, sia completa entro il termine e che il rispetto dei target intermedi sia presidiato. L’adozione di un manuale tecnico-operativo sulla rendicontazione e di una check-list di controllo integra gli strumenti di verifica preventiva della progettazione. L’attività di governance è oggetto di valutazione in termini di economicità, efficienza ed efficacia.

Il Fatto

Il rapporto esamina l’Investimento 4.3 della componente M2C4 del PNRR, dotato di 880 milioni di euro, di cui 520 per i c.d. “progetti nuovi” e 360 per i “progetti in essere”. La misura persegue l’aumento dell’efficienza dei sistemi irrigui mediante infrastrutture innovative e digitalizzate e la riduzione delle perdite idriche. Il controllo segue due precedenti referti, rispettivamente sulla fase di selezione dei progetti e sulla loro determinazione di finanziamento.

Questo terzo rapporto valuta la capacità di governance del competente ufficio ministeriale rispetto ai soggetti attuatori, con riguardo all’aggiudicazione efficace degli appalti, da completarsi entro il 15 novembre 2023 per i progetti nuovi, in coerenza con la milestone M2C4-33 del 31 dicembre 2023.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce il reticolo regolamentare della misura. Con il decreto n. 0484456 del 30 settembre 2022 sono stati ammessi al finanziamento 42 progetti nuovi, ripartiti tra Area Centro-Nord e Area Sud. I criteri di ammissibilità e selezione sono stati definiti dal decreto n. 299915 del 30 giugno 2021, in coerenza con il principio DNSH e con la Direttiva Quadro Acque 2000/60.

Quanto allo stato attuativo, le procedure di gara sono state indette entro il 31 marzo 2023. Entro il 15 novembre 2023 tutti gli enti concessionari dei 97 interventi hanno aggiudicato le procedure di appalto, in coerenza con la milestone europea. L’istruttoria si è svolta con audizione e successivi aggiornamenti dei dati al 31 dicembre 2023.

Sul piano della validazione, il Ministero ha adottato un manuale tecnico-operativo sulla rendicontazione e sul circuito finanziario, includendo nella modulistica il controllo sulla verifica preventiva della progettazione ai sensi dell’art. 26, d.lgs. n. 50/2016 e sulla validazione del RUP, così come raccomandato dalla Corte nel precedente referto.

La Corte esamina l’avanzamento finanziario. Al 31 dicembre 2023 le erogazioni complessive ammontano a 196 milioni di euro, pari al 22 per cento del totale impegnato, con allocazione omogenea tra Centro-Nord e Sud. Il dato è ritenuto fisiologico, in ragione del diverso stato di avanzamento dei singoli progetti e del passaggio dalle anticipazioni iniziali alle erogazioni per stati di avanzamento.

Rimangono profili di attenzione. Per 24 progetti nuovi era ancora attesa la trasmissione del contratto e il caricamento in ReGiS; solo per 4 progetti di modesto importo risulta attivata la procedura di validazione per stralcio. La Corte sottolinea la complessità e frammentazione dei soggetti e delle procedure oggetto della governance, raccomandando all’Unità di Missione una stretta vigilanza sull’alimentazione del sistema di monitoraggio e sui controlli verso i soggetti realizzatori.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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