Controllo PNRR su Parco Agrisolare: target e ritardi attuativi (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 66 del 15.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione delle misure finanziate dal PNRR, la Corte dei conti verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi fissati, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021. Il conseguimento formale di un target europeo, attestato dall’individuazione dei beneficiari, non esaurisce la valutazione di efficacia: rileva la concreta attuazione dell’investimento e l’effettivo impiego delle risorse. La Sezione approva il rapporto e formula indicazioni, richiedendo alle amministrazioni di comunicare le misure consequenziali ai sensi dell’art. 3, comma 6, legge n. 20/1994.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato l’Investimento 2.2 – Parco Agrisolare, ricompreso nella Missione 2 del PNRR, Componente C1, dedicata all’economia circolare e all’agricoltura sostenibile. La misura, assegnata al Ministero dell’agricoltura con decreto MEF del 6 agosto 2021, è gestita dal Gestore dei Servizi Energetici in qualità di soggetto attuatore.

L’obiettivo è ridurre i consumi energetici del settore agroalimentare mediante installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati agricoli. A seguito della riprogrammazione del PNRR dell’8 dicembre 2023, la dotazione è salita da 1,5 a 2,35 miliardi di euro e i target sono stati rimodulati. Da qui l’indagine riferita al primo semestre 2024.

La Motivazione della Corte

Il rapporto ricostruisce dapprima l’assetto finanziario. Con il d.m. n. 140119 del 25 marzo 2022 e il successivo d.m. n. 176845 del 17 aprile 2024 le risorse disponibili risultano pari a 2,35 miliardi di euro, destinate alle diverse categorie di imprese beneficiarie. Il 40 per cento è riservato alle Regioni del Mezzogiorno.

Sul piano attuativo, due sono gli avvisi pubblici. Il primo, del 23 agosto 2022, ha finanziato 6.358 beneficiari al netto delle rinunce, per 438 milioni di euro. Il secondo, del 21 luglio 2023, ha introdotto modifiche correttive: aumento della spesa massima per progetto, innalzamento dell’aiuto concedibile fino all’80 per cento, possibilità di cessione in rete dell’energia in eccesso. Sono state finanziate ulteriori 7.418 richieste.

La Corte dà atto del conseguimento del target M2C1-6 al 30 giugno 2024, mediante il decreto direttoriale del 20 giugno 2024 con cui sono stati ammessi ulteriori 1.747 destinatari, pari a circa il 64 per cento delle risorse. Al netto delle rinunce i beneficiari complessivi sono 15.341, per 1,51 miliardi di euro assegnati.

La Sezione rileva tuttavia un significativo scarto tra assegnazione formale e attuazione effettiva. Delle 10.866 imprese che non hanno presentato richiesta di saldo, solo 4.035 hanno comunicato l’avvio dei lavori. Le richieste di anticipazione ammontano a 275, per 9,6 milioni di euro; le richieste di saldo liquidate sono 1.307, per 63,8 milioni. Su ReGiS il conto di tesoreria presenta entrate per 208,8 milioni e uscite per 68,8 milioni.

Nel valutare l’efficacia dell’azione amministrativa, la Corte richiama la necessità di accrescere la diffusione delle informazioni sul programma e di sostenere l’accesso allo strumento di incentivazione. La motivazione dà inoltre conto del contenzioso pendente davanti al giudice amministrativo avverso i provvedimenti di esclusione, e della richiesta della Commissione europea di un piano di valutazione sugli impatti del regime di aiuto. Segue l’approvazione del rapporto con le indicazioni formulate in camera di consiglio.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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