Controllo PNRR su riqualificazione edilizia residenziale pubblica e monitoraggio (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 34 del 14.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa, con particolare riguardo all’acquisizione e all’impiego delle risorse del PNRR e del Piano nazionale complementare. Il conseguimento della scadenza intermedia non esonera l’amministrazione dal rilievo dei profili di criticità permanenti in fase esecutiva, né dalla corretta e tempestiva alimentazione del sistema di monitoraggio designato. Il disallineamento tra i dati trasmessi dai soggetti attuatori e quelli risultanti dalla banca dati MOP/BDAP integra un autonomo profilo di inefficienza gestionale, idoneo a pregiudicare la funzione stessa del controllo.

Il Fatto

Il programma “Sicuro, verde e sociale” è finanziato per 2 miliardi di euro dal Fondo complementare al PNRR e ha a oggetto la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, con interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico e razionalizzazione degli spazi. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Dipartimento Casa Italia, ne è titolare. Il cronoprogramma prevedeva, al quarto trimestre 2024, la realizzazione del 50% dei lavori, con ultimazione dei restanti lavori al primo trimestre 2026.

Il rapporto aggiorna al 31.12.2024 l’attività di controllo già svolta con le precedenti deliberazioni della Sezione. La verifica riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, il rispetto delle scadenze intermedie, l’andamento delle rimodulazioni e i profili finanziari delle erogazioni alle Regioni e Province autonome.

La Motivazione della Corte

La scadenza del 31.12.2024 risulta rispettata a livello complessivo: i CUP avviati sono 953, pari al 96,26% di quelli finanziati, e la percentuale dei lavori realizzati si attesta al 67,32%, ampiamente superiore alla soglia obiettivo. Il dato positivo non è tuttavia uniforme: in nove regioni e in una provincia autonoma le percentuali di avanzamento restano inferiori al 50%, mentre la Valle d’Aosta ha completato l’unico intervento finanziato.

Permangono criticità strutturali. A quindici mesi dalla scadenza di ultimazione dei lavori risultano ancora 37 interventi non avviati, con il maggior numero concentrato in Calabria e Sicilia. In fase esecutiva si registrano risoluzioni degli affidamenti in danno, sospensioni dei lavori, impedimenti nella liberazione degli alloggi occupati e contenziosi. Tali fattori rallentano la realizzazione e confermano i rilievi già formulati nei precedenti rapporti.

Il percorso attuativo è stato segnato da numerose rimodulazioni dei Piani regionali degli interventi. Nel corso del 2024 hanno riguardato Veneto e Campania, con invarianza del finanziamento assegnato; altre tre richieste risultano in istruttoria. La Sezione collega la frequenza delle rimodulazioni alle difficoltà di programmazione dei soggetti attuatori e all’incidenza dell’aumento dei costi, richiamando il ruolo del Fondo opere indifferibili quale misura di compensazione degli incrementi.

Di particolare rilievo è il disallineamento tra i dati di monitoraggio trasmessi dalle Regioni e quelli emergenti dalla banca dati MOP/BDAP. Il numero di CUP con almeno una procedura di affidamento avviata è pari a 980 in BDAP, a fronte dei 950 indicati dall’amministrazione. L’importo totale delle procedure affidate ammonta a circa 1,47 miliardi di euro, non coerente con il dato relativo agli obiettivi in ipotesi già conseguiti. La Sezione rileva che l’abrogazione del comma 7-bis dell’art. 1 del d.l. n. 59/2021 ha fatto venir meno la sanzione della revoca del finanziamento per il mancato rispetto dei termini e della alimentazione del sistema di monitoraggio, rendendo ancora più essenziale la corretta implementazione della banca dati designata.

Sul piano finanziario, nel 2024 il MIT ha erogato risorse solo alla Regione Abruzzo, unica ad averne fatto richiesta nel 2023 per il secondo acconto del 30%. Le restanti Regioni e Province autonome hanno presentato istanza nel corso del 2024, ma il trasferimento non è stato possibile per mancanza di cassa, con il formarsi di residui per circa 341 milioni di euro. La Sezione raccomanda alla competente Direzione generale di curare con la massima attenzione l’istruttoria di ogni atto, assicurando il pieno rispetto dei termini per il raggiungimento dei traguardi e mantenendo tempestivamente informata la Sezione sull’avanzamento del programma.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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