Decadenza dal riscatto della laurea illegittima per disservizio della PA (Corte dei Conti Sez. giur. Lazio n. 470 del 15.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
La decadenza dal beneficio del riscatto della laurea, disposta per il mancato pagamento delle rate, è illegittima quando l’omessa applicazione delle trattenute sullo stipendio non è riconducibile alla condotta dell’iscritto ma a un errore dell’amministrazione tenuta a operarle. Le avvertenze contenute nel provvedimento di riscatto, che impongono al richiedente il versamento diretto mediante modello F.24, presuppongono che la causa ostativa alle trattenute sia riferibile alla condotta dell’interessato o che egli ne abbia contezza. Non è esigibile un onere di diligenza del cittadino volto a rimediare ai disservizi della pubblica amministrazione. L’omessa applicazione delle trattenute è imputabile alla negligente condotta della Ragioneria territoriale dello Stato, non all’INPS, che aveva correttamente indicato il numero di pratica nelle comunicazioni.

Il Fatto

La ricorrente, insegnante, aveva presentato all’INPS due distinte domande di riscatto ai fini pensionistici: una relativa al servizio pre-ruolo prestato presso scuole legalmente riconosciute e una relativa al corso di laurea. Con due provvedimenti del luglio 2022 l’Istituto accoglieva entrambe le istanze. Per il riscatto degli anni di servizio la ricorrente dichiarava di voler versare il contributo in un’unica soluzione; per il riscatto della laurea optava invece per il pagamento rateale, con trattenute mensili sullo stipendio.

L’INPS informava la Ragioneria territoriale dello Stato competente perché desse corso alle trattenute. Nessuna trattenuta veniva però effettuata. Dopo i solleciti della ricorrente, rimasti privi di riscontro, l’Istituto comunicava la decadenza dal beneficio del riscatto per mancato pagamento. Esperita senza esito l’istanza di autotutela, la ricorrente agiva in giudizio chiedendo l’accertamento del beneficio e, in via subordinata, il risarcimento del danno.

La Motivazione della Corte

Il Giudice unico accoglie la domanda principale. L’omessa applicazione delle trattenute è stata determinata da un’erronea lettura, da parte della Ragioneria territoriale dello Stato, della sintetica comunicazione inviata dall’INPS. La Ragioneria non si è avveduta che il numero di pratica indicato era diverso da quello della posizione per cui era stato disposto il pagamento in unica soluzione.

Non è decisivo, in senso contrario, l’onere che l’INPS assume gravare sull’iscritto. Le indicazioni contenute nella sezione “Avvertenze” del provvedimento di riscatto, che prevedono il versamento diretto tramite modello F.24, presuppongono che la causa ostativa alle trattenute sia riconducibile alla condotta dell’interessato o, comunque, che egli ne abbia contezza. Nella specie le trattenute non sono state operate per la poco attenta lettura della comunicazione da parte della Ragioneria, comunicazione poco esplicativa ma corretta nell’indicazione del numero di pratica.

Il messaggio INPS n. 15914 del 2 ottobre 2012, richiamato nel provvedimento, individua le ipotesi in cui il versamento diretto è dovuto: cessazione o sospensione dal servizio, incapienza delle retribuzioni, mobilità tra amministrazioni pubbliche, cessazione dal servizio senza diritto a pensione. Nessuna di tali ipotesi ricorre nella fattispecie.

Diversamente opinando si farebbe gravare sul cittadino anche i disservizi della PA, integrando un onere di diligenza inesigibile. L’accoglimento comporta il riconoscimento del beneficio del riscatto per il periodo di anni quattro, mediante pagamento del contributo di euro 11.867,08 oltre interessi legali. Quanto alla responsabilità dell’omessa applicazione, essa è ricondotta alla negligenza della Ragioneria territoriale dello Stato: le comunicazioni dell’INPS riportavano correttamente i numeri di pratica, circostanza che esclude la riconducibilità all’Istituto, anche a titolo di concorso di colpa. Le spese seguono la soccombenza e sono poste a carico della Ragioneria, liquidate in euro 1.500 oltre IVA e CPA.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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